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Fiumicino, arriva “Non siamo napoletani”: le cento storie di chi ha reso grande Napoli senza esserci nato

Martedì 20 ottobre, alle ore 20, Orto Stiloso ospita la prima presentazione laziale del nuovo libro del giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, con la prefazione di Renzo Arbore

 

Si può essere profondamente napoletani senza essere nati a Napoli? È da questa domanda, tanto semplice quanto affascinante, che prende vita “NON SIAMO NAPOLETANI – I 100 non napoletani che hanno fatto grande Napoli”, il nuovo libro del giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, pubblicato da Edizioni MEA e arricchito dalla prefazione di Renzo Arbore.

 

L’opera sarà protagonista di un appuntamento culturale in programma martedì 20 ottobre 2026, alle ore 20, presso Orto Stiloso, in via del Faro 115 a Fiumicino, dove si terrà la prima presentazione laziale del volume, nell’ambito del tour ufficiale dell’autore.

 

Un’occasione per incontrare uno dei più apprezzati divulgatori italiani nel campo della musica e della cultura pop, ma soprattutto per scoprire una prospettiva originale sull’identità di Napoli, città che da secoli affascina, accoglie e conquista anche chi proviene da luoghi lontani.

 

Il libro ribalta infatti un luogo comune profondamente radicato: essere napoletani non significa necessariamente essere nati all’ombra del Vesuvio. La napoletanità, secondo il racconto di Iossa, è qualcosa che supera l’anagrafe e i confini territoriali. È un sentimento, un modo di vivere, una forma di appartenenza che nasce dall’incontro con la storia, le tradizioni e l’anima di una città unica.

 

Attraverso cento storie di personaggi che hanno contribuito a renderla celebre nel mondo, l’autore accompagna i lettori in un percorso ricco di curiosità, aneddoti e suggestioni. Dalla Sirena Partenope a Diego Armando Maradona, da Virgilio a San Gennaro, passando per Federico II, Matilde Serao, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Benedetto Croce e Domenico Modugno, prende forma un mosaico di personalità che, pur non essendo nate a Napoli, hanno intrecciato il proprio destino con quello della città.

 

Non una semplice raccolta di biografie, dunque, ma un autentico omaggio a una Napoli capace di trasformare le persone e di lasciarsi trasformare da chi la incontra. Una città che ha costruito la propria grandezza anche grazie al contributo di uomini e donne arrivati da altrove, diventati parte integrante della sua storia e della sua identità culturale.

 

A Fiumicino, l’incontro sarà curato e moderato da Velia Maria Lapadula, presidente dell’Associazione Valore Sociale Onlus – ETS e direttrice della testata Cos’Accade, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del volume e dei suoi protagonisti. La serata sarà anche un momento di incontro e convivialità.

 

Nella cornice del bistrot Orto Stiloso, i partecipanti potranno infatti scegliere di concedersi un “Aperitivo Stiloso”, a proprio carico, unendo il piacere della lettura e del confronto culturale a un’occasione di socialità, con l’intento di sostenere anche il progetto associativo e sociale legato all’iniziativa.

 

Michelangelo Iossa, giornalista, scrittore e docente universitario, vanta una carriera di oltre trent’anni nel mondo dell’informazione e dell’editoria. Contributor del Corriere della Sera, del Corriere del Mezzogiorno e del gruppo RCS, insegna dal 1999 presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Con oltre 45mila copie vendute, ha dedicato numerosi libri a grandi protagonisti della musica internazionale e italiana, dai Beatles a Michael Jackson, da Pino Daniele a Rino Gaetano, fino a Harry Styles. Nel corso della sua carriera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Con questa nuova pubblicazione, Iossa propone una riflessione che va ben oltre Napoli e che riguarda il significato stesso dell’appartenenza: quanto conta il luogo in cui si nasce e quanto, invece, quello che si sceglie di amare e sentire proprio?

 

La presentazione di Fiumicino diventa così un’occasione per parlare non soltanto di libri e cultura, ma anche di identità, accoglienza e legami capaci di superare ogni confine geografico. Perché, come suggerisce il messaggio che attraversa le pagine del volume, non conta soltanto dove si è nati, ma quanta Napoli è riuscita a nascere dentro di noi.

 

 

 

 

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