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Sviluppo Aeroporto, Progetto Civico Italia: “Sì, ma nell’attuale sedime, senza intaccare la riserva ed investendo su innovazione, modernità, ambiente e servizi alla città”

Dopo l’assemblea di Villa Guglielmi, il Comitato solleva dubbi sulla quarta pista e chiede maggiore attenzione ai residenti: “Servono risposte concrete e alternative sostenibili”

 

Il futuro dell’aeroporto Leonardo da Vinci continua ad alimentare il dibattito politico e cittadino a Fiumicino. Al centro della discussione non c’è soltanto il progetto di ampliamento dello scalo e la realizzazione della quarta pista, ma anche l’impatto che un ulteriore sviluppo aeroportuale potrebbe avere sulla salute dei residenti, sull’ambiente e sulla qualità della vita del territorio.

 

A intervenire è il Comitato Progetto Civico Italia di Fiumicino, che, dopo aver partecipato all’assemblea pubblica di mercoledì pomeriggio a Villa Guglielmi, esprime forti perplessità sulle risposte fornite e chiede un confronto più aperto e approfondito con cittadini e comitati.

 

“Lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino è un tema centrale nel dibattito politico attuale ed è sano e giusto un confronto sul tema – sottolineano dal Comitato, evidenziando tuttavia come troppo spesso venga trascurato un aspetto fondamentale – Il futuro dei cittadini che sul territorio vivono e i comitati che ne raccolgono le istanze”.

 

Secondo Progetto Civico Italia, l’incontro avrebbe dovuto garantire una partecipazione più ampia, consentendo di affrontare senza limitazioni le questioni maggiormente sentite dalla popolazione, dalla salute all’inquinamento, fino alle opportunità occupazionali e alle possibili alternative al progetto.

 

 

Uno dei principali nodi sollevati riguarda l’impatto acustico della futura espansione. Il Comitato contesta infatti la prospettata riduzione del rumore, sostenendo che si tratterebbe piuttosto di uno spostamento dell’inquinamento acustico verso altre aree del territorio.

 

“È emerso che la sbandierata riduzione del ‘rumore’ è in realtà solo uno spostamento (in parte) in altre zone e che il numero di movimenti lo renderebbe addirittura raddoppiato nelle zone interessate dai coni di volo”, affermano i rappresentanti del Comitato, denunciando il rischio di alimentare divisioni e contrapposizioni tra le diverse località del Comune.

 

Altrettanto critico il giudizio sulle compensazioni ambientali previste, che, secondo il Comitato, terrebbero conto prevalentemente della quantità delle superfici e non del valore naturalistico delle aree eventualmente sottratte alla Riserva.

 

Tra le questioni ancora aperte viene richiamata anche la presenza di vincoli che, secondo Progetto Civico Italia, non sarebbero stati superati, oltre alla mancata realizzazione dello studio epidemiologico richiesto dalle opposizioni e votato durante un Consiglio comunale straordinario.

 

“Non è stato avviato lo studio epidemiologico richiesto dalle opposizioni e votato nel consiglio comunale straordinario”, osserva il Comitato, che esprime dubbi anche sull’aggiornamento e sull’affidabilità dei dati relativi all’inquinamento atmosferico e acustico.

 

A suscitare perplessità è stata inoltre l’assenza all’assemblea di alcuni interlocutori istituzionali considerati fondamentali, tra cui Regione Lazio, Roma Capitale, Enac ed Enav, oltre a rappresentanti di alcune forze politiche.

 

Per Progetto Civico Italia, prima di ipotizzare nuove infrastrutture sarebbe necessario valutare attentamente le potenzialità di quelle esistenti, investendo nell’efficienza e nell’ammodernamento dello scalo.

 

 

A questo proposito, il Comitato richiama l’esempio dell’aeroporto londinese di Heathrow, che, pur disponendo di due piste, gestisce volumi di traffico passeggeri particolarmente elevati. Un confronto che, secondo i rappresentanti di Progetto Civico Italia, dovrebbe spingere a valutare modelli di sviluppo alternativi, tenendo conto anche del ruolo svolto dagli aeroporti minori nell’accogliere i collegamenti low cost.

 

È proprio su questo punto che il Comitato avanza una proposta alternativa alla quarta pista: prendere in considerazione la realizzazione di un terzo scalo aeroportuale nel Lazio, ipotesi richiamata anche nel Piano Nazionale degli Aeroporti, per trasferire parte del traffico low cost e consentire a Fiumicino di concentrarsi su uno sviluppo qualitativo anziché esclusivamente quantitativo.

 

“Siamo assolutamente favorevoli a questa ipotesi e ad uno sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino che punti invece sulla qualità, sull’innovazione, sulla ricerca dell’eccellenza vera di tutti i comparti, sulla modernità, sulla tutela e riconoscibilità ambientale, sull’alta professionalità e tutela del lavoro”, spiegano dal Comitato.

 

Una prospettiva che comprende anche il miglioramento dei collegamenti con Roma e i territori circostanti, la valorizzazione del contesto sociale e una maggiore attenzione agli effetti che l’aumento dei flussi turistici e aeroportuali potrebbe produrre sulla città.

 

L’ipotesi di uno scalo destinato ad accogliere fino a 100 milioni di passeggeri e oltre 500mila movimenti aerei annui, evidenzia il Comitato, impone infatti una riflessione sulla capacità del territorio di sostenere questi numeri e sulla necessità di compensare gli effetti negativi già prodotti dall’attività aeroportuale.

 

“Non è assurdo chiedere un piano di sviluppo che permetta davvero all’aeroporto Leonardo Da Vinci di essere primo al mondo per la qualità degli investimenti e l’eccellenza dell’offerta, della sostenibilità ambientale e dell’integrazione positiva con la città”, ribadiscono i rappresentanti di Progetto Civico Italia.

 

Un obiettivo che, secondo il Comitato, dovrebbe essere perseguito attraverso interventi all’interno dell’attuale sedime aeroportuale, subordinati a verifiche preventive sull’impatto sanitario e ambientale e accompagnati da precise garanzie per i residenti.

 

Da qui anche il giudizio critico sulle posizioni espresse finora da Aeroporti di Roma, da alcune componenti politiche e dai comitati favorevoli alla quarta pista.

 

“Le argomentazioni finora prodotte da Adr, parti politiche presenti, e comitati ‘pro quarta pista’ ci appaiono invece inconsistenti e del tutto insufficienti a giustificare il sacrificio della riserva e delle sue ricchezze naturalistiche”, si legge nella presa di posizione.

 

Il Comitato respinge, però, l’idea che sollevare dubbi sul progetto equivalga a ostacolare lo sviluppo economico del territorio.

 

“Esprimere diffidenza e adoperarsi per tutelare gli interessi primari dei cittadini non significa essere ‘contrari a tutto’ né essere contrari allo sviluppo”, precisano i rappresentanti, rivendicando il diritto di valutare ogni possibile alternativa nell’interesse della collettività.

 

E aggiungono: “Fiumicino non può accettare passivamente di essere terra di conquista a scapito della salute, dell’ambiente, dell’agricoltura e dei residenti”.

 

La posizione di Progetto Civico Italia, dunque, non è quella di negare l’importanza economica e occupazionale del Leonardo da Vinci, ma di chiedere che ogni scelta sul futuro dello scalo venga accompagnata da studi aggiornati, dati verificabili e un reale coinvolgimento della comunità locale.

 

Il Comitato annuncia infine che continuerà a seguire con attenzione i prossimi incontri pubblici, auspicando una maggiore apertura alle istanze dei cittadini, e si dice disponibile a un confronto diretto con Aeroporti di Roma.

 

L’obiettivo dichiarato è quello di mettere a confronto le diverse ipotesi di sviluppo e individuare soluzioni capaci di coniugare crescita aeroportuale, sostenibilità ambientale e tutela della qualità della vita.

 

“Partecipare all’assemblea con dubbi legittimi ed uscirne con gli stessi immutati significa che chi porta avanti con tutti i mezzi il progetto ne sta trascurando frettolosamente aspetti centrali e tutt’altro che marginali per il nostro futuro”, conclude il Comitato.

 

Un messaggio che riporta al centro del confronto sulla quarta pista una questione destinata a pesare sulle prossime scelte politiche e amministrative: quale sviluppo immaginare per l’aeroporto di Fiumicino e, soprattutto, quale futuro garantire alla città che lo ospita.

 

 

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