
Ventisei atleti italiani in gara tra conferme e nuove sfide: riflettori su Furlani, Diaz e Dosso
di Dario Nottola
Scatta oggi la spedizione azzurra per i Mondiali indoor di atletica leggera a Torun (Polonia). Da venerdì a domenica saranno 26 gli atleti italiani in gara nella rassegna iridata al coperto (13 uomini, 13 donne), tra cui le tre medaglie della passata edizione di Nanchino 2025: Mattia Furlani (lungo) e Andy Diaz (triplo), entrambi d’oro in Cina dopo i bronzi olimpici di Parigi, e l’argento dei 60 metri Zaynab Dosso. In squadra l’argento olimpico e mondiale dei 10.000 e bronzo iridato dei 5000 Nadia Battocletti, l’argento mondiale del triplo Andrea Dallavalle, il bronzo iridato del peso Leonardo Fabbri, la campionessa europea indoor del lungo Larissa Iapichino.
Gli azzurri si alleneranno giovedì mattina all’Arena Torun nel consueto training ufficiale della vigilia. Nella stessa giornata Mattia Furlani sarà tra i protagonisti della conferenza stampa internazionale di World Athletics. Tutto il team si ritroverà giovedì pomeriggio per la classica riunione di squadra, con il presidente FIDAL Stefano Mei e il direttore tecnico Antonio La Torre, in vista delle gare al via venerdì mattina poco dopo le 10.
A un anno di distanza dai Mondiali indoor di Nanchino (recuperati dopo la fine della pandemia) e a due dai Mondiali di Glasgow, la massima rassegna globale al coperto torna in Europa, nell’impianto di Torun già teatro degli Europei 2021, nella regione polacca di Kujawy Pomorze, in Pomerania, per il Mondiale indoor numero tre in altrettanti anni, edizione n. 21 in totale. In rappresentanza di 118 Paesi, l’unico evento globale in pista del calendario 2026 vedrà impegnati 674 atleti. Tra questi, dodici campioni del mondo indoor dell’edizione di Nanchino 2025, equamente divisi in sei uomini (Jeremiah Azu, Andy Diaz, Armand Duplantis, Mattia Furlani, Woo Sang-hyeok e Tom Walsh) e sei donne (Marie-Julie Bonnin, Devynne Charlton, Freweyni Hailu, Sarah Mitton, Nicola Olyslagers e Leyanis Perez Hernandez). Complessivamente in palio 27 titoli iridati e 81 medaglie.
Sul filo dei centimetri, come nelle ultime tre sfide al coperto: due iridate e una europea. A Glasgow Mattia Furlani perse dal greco Tentoglou solo per la seconda miglior misura, con il bronzo del giamaicano McLeod un centimetro dietro. Ad Apeldoorn il bulgaro Saraboyukov fece lo scherzo per un centimetro all’azzurro, che a sua volta, per la seconda miglior misura, lasciò di bronzo lo spagnolo Lescay. A Nanchino oro per Mattia, un centimetro sull’altro giamaicano Pinnock e bronzo, a un altro centimetro, all’australiano Adcock. Si ritrovano tutti in pedana a Torun, con Furlani imbattuto nel 2026 e coautore della meravigliosa gara di Metz (ancora pari misura per i primi due) contro il lunghissimo Saraboyukov, poi atterrato a 8,45 per guidare la vetta performativa stagionale. Gara di altissimo livello: ai protagonisti appena citati si uniscono anche il neoprimatista portoghese Gerson Baldé, il giamaicano già iridato a Doha Tajay Gayle e il redivivo sudafricano Luvo Manyonga, campione del mondo nove anni fa. Il primato dei campionati è l’8,62 di Ivan Pedroso a Maebashi nel 1999, un “secolo” fa.
Italia con in pedana due medaglie mondiali: Andy Diaz oro a Nanchino con il record italiano di 17,80, Andrea Dallavalle battuto solo all’ultimo salto da Pedro Pablo Pichardo in settembre a Tokyo dopo aver colto il bronzo ad Apeldoorn e un argento europeo a Monaco. Specialità che non è ancora esplosa nell’inverno: nelle misure comanda il 17,35 dell’algerino Yasser Triki (argento a Glasgow), ma venerdì scorso a L’Avana il cubano Andy Hechavarria è planato a 17,34 e, con quel Lazaro Martinez che ai Mondiali (estivi e invernali) ha già vinto un oro, un argento e un bronzo, forma una coppia con legittime ambizioni di podio. Direttamente dal titolo NCAA in USA, ecco il francese Jonathan Seremes (17,25 per laurearsi campione universitario in Arkansas). Italia con colpi da maestro nel medagliere dei campionati: gli ori di Paolo Camossi a Lisbona e Andy Diaz a Nanchino.
(Foto ufficio stampa FIDAL)






