
Il consigliere Calicchio chiede chiarimenti su sicurezza e gestione dei casi più complessi
“Altro che riorganizzazione per migliorare il servizio: qui si sta smantellando un sistema di tutela costruito in oltre quindici anni” a lanciare l’allarme è il consigliere comunale Paolo Calicchio in merito alla nuova procedura di affidamento dell’appalto per la gestione del trasporto scolastico integrato del Comune di Fiumicino, soprattutto rispetto alla decisione della Giunta, di spostare il servizio dedicato agli alunni con disabilità dall’Area Servizi Sociali all’Area Edilizia e Trasporto Pubblico Locale.
“Una scelta motivata dall’Amministrazione con la frase ‘Per meglio raggiungere gli obiettivi degli alunni disabili’. Una frase che suona come una beffa – dichiara Calicchio – perché mi chiedo quali competenze socio-assistenziali avrebbe un’area tecnica per garantire gli obiettivi di ragazzi con disabilità complesse? Nell’Area Edilizia e Trasporto Pubblico Locale lavorano assistenti sociali? Figure sanitarie? Esperti in gestione di disabilità gravi?”.
“Ad oggi – aggiunge – gli alunni con disabilità che usufruiscono del servizio sono circa cinquanta. Di questi, quasi il 50% presenta disabilità di livello alto, con quadri clinici complessi e difficili da gestire in un contesto di trasporto collettivo integrato con alunni normodotati. Si tratta di ragazzi con: disturbi dello spettro autistico anche severi, comportamenti autolesionistici, episodi di aggressività verso sé stessi o verso terzi e necessità di assistenza costante e personalizzata”.
“In molti casi – prosegue Calicchio – si tratta di ragazzi che mettono in atto comportamenti imprevedibili, che richiedono operatori altamente formati e una vigilanza continua per garantire prima di tutto la loro sicurezza e, subito dopo, quella degli altri studenti a bordo. Il quadro è ancora più delicato per i casi clinici tracheostomizzati e necessari di assistenza infermieristica, che devono viaggiare con un infermiere a bordo e necessitano di aspirazione delle vie respiratorie anche ogni cinque minuti”.
“Stiamo parlando di minori che non possono essere gestiti come semplici passeggeri di uno scuolabus – sottolinea – ma che necessitano di protocolli sanitari chiari, personale formato e mezzi adeguatamente attrezzati. Qui non si tratta di trasporto pubblico: qui si parla di tutela della vita”.
“Dal capitolato risultano previsti – ribadisce – soltanto sei scuolabus e sei linee dedicate agli alunni con disabilità. Mezzi che dovrebbero essere dotati di pedana elettroidraulica, sistemi di ancoraggio e trasporto per almeno due carrozzine. Ma chi conosce davvero le esigenze di questi ragazzi sa che il problema non è solo la pedana. Il problema è la gestione clinica e comportamentale a bordo. Sei mezzi sono nettamente inferiori alle necessità reali, soprattutto considerando la complessità dei casi. Anche sul personale le specifiche risultano generiche: si parla di esperienza nel servizio e supporto nelle operazioni di salita e discesa, ma non vi sono dettagli stringenti sul tipo di formazione richiesta per affrontare situazioni di emergenza comportamentale o sanitaria”.
“Per oltre 15 anni il servizio per alunni con disabilità è stato gestito separatamente con bandi e ditte specifiche, garantendo maggiore tutela e assistenza alle famiglie – rimarca – Oggi, per risparmiare circa 400.000 euro su un appalto complessivo da 9 milioni di euro, per il periodo 2026-2029, si decide di accorpare tutto e spostare la competenza in un’area tecnica. È questo il valore che questa amministrazione attribuisce al sociale?”.
“Alla luce di questa drammatica situazione molti genitori hanno paura perché vedono ridursi le garanzie di sicurezza per i propri figli. E quando parliamo di questi ragazzi non possiamo permetterci margini di errore. Un episodio critico su un mezzo collettivo può trasformarsi in una tragedia. Da ex assessore ai Servizi Sociali e ai Trasporti ritengo questa scelta politicamente e amministrativamente grave. Spostare un servizio così delicato dall’area sociale a quella edilizia significa cambiare completamente l’approccio: da presa in carico della persona fragile a semplice gestione logistica. Qui non si stanno spostando faldoni da un ufficio all’altro. Qui si stanno spostando responsabilità che riguardano la salute, la sicurezza e la dignità di cinquanta ragazzi fragili. Sono disponibile ad ascoltare le famiglie e raccogliere le loro segnalazioni. Per contatti: paolo.calicchio@comune.fiumicino.rm.it” conclude il consigliere Paolo Calicchio






