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Si ferma la legge bavaglio e s’imbavaglia la D.I.A.

Figus:”il Governo, che ha sempre sbandierato la lotta alla mafia, ha ora intenzione di chiudere la D.I.A.”

Tutte le sigle Sindacali di Base, Provinciali e Nazionali della Polizia di Stato e dei dipendenti civili del Ministero dell’Interno, hanno indetto tre giorni di protesta da martedi 2 novembre fino a venerdì 4 novembre, sotto forma di SIT-IN. La manifestazione avrà luogo a Roma, Piazza delle Cinque Lune, davanti al Senato della Repubblica. Mercoledì 2 novembre l’appuntamento è per le ore 10:00 a difesa della Direzione Investigativa Antimafia. L’iniziativa, in concomitanza alla presenza del Direttore della D.I.A. che sarà ascoltato dalla Commissione Antimafia per via della sua proposta di tagli finanziari a questa struttura all’interno della Legge di Stabilità.
“Il Governo, che ha sempre sbandierato la lotta alla mafia come una delle priorità del proprio programma politico, ha ora intenzione di chiudere la D.I.A. – dichiara Gilberto Figus, Segretario Provinciale e di Base per L’A.N.I.P. Italia Sicura (Sindacato della Polizia di Stato) – per evitare contraccolpi all’opinione pubblica, si stanno adoperando in modo subdolo, con riduzioni di budget destinati alle indagini antimafia. Negli ultimi 10 anni, infatti, i fondi sono stati praticamente dimezzati. Quest’anno il Governo ha proposto un taglio di oltre 13 milioni di euro a fronte di un totale di 20 milioni di euro. L’intenzione dei magistrati Falcone e Borsellino – prosegue Figus – che hanno voluto fortemente la creazione della D.I.A. per contrastare le mafie e tutte le implicazioni legate a tale fenomeno come corruzione, collusione e commissioni, si sta infrangendo contro la volontà governativa di interrompere il grande lavoro fatto. Malgrado gli insopportabili tagli nei confronti della D.I.A., la stessa ha comunque continuato ad ottenere positivi risultati che sono sotto gli occhi di tutti, come i sequestri per 5,7 milirdi di euro, confische per 1,2 miliardi di euro solo nell’ultimo anno e mezzo. Indagini di grande importanza come il G8, le stragi degli anni ’90 e gli appalti pubblici. Consapevoli delle grandi difficoltà del PAese e del Mondo intero, i lavoratori della direzione investigativa antimafia esprimono la loro indignazione, sicuri che gli ultimi tagli economici vanificherebbero 20 anni di attività antimafia” ha concluso Gilberto Figus.
 
 
 
 

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