
Cini (Pd):”In questi dieci anni Canapini & GO hanno abbandonato completamente la zona”
“C’è un’immagine emblematica (vedi foto) che rende bene l’idea della poca considerazioni delle ultime Amministrazioni di centro destra nei confronti di un comprensorio, quello che porta al Vecchio Faro ed al Passo della Sentinella, completamente abbandonato e penalizzato” sono le parole di commento del Presidente del Circolo PD ‘Aldo Moro’, di Roberto Cini.
“Infatti in questi giorni di campagna elettorale Canapini & GO stanno cercando di recuperare qualche voto dispiegando una ‘task force’ che sta asfaltando di tutto e di più. Una strategia propagandistica vecchia maniera – sottolinea Cini – che mira a far dimenticare il ‘nulla’ realizzato negli ultimi dieci anni. Ma, nonostante ciò, forse per una sorta di repulsione, c’è una zona ‘off limits’ di cui l’Amministrazione sembra proprio non tener conto. Quella del Vecchio Faro e di Passo della Sentinella”.
“Infatti lavori di asfaltatura, illuminazione, marciapiedi, segnaletica verticale e orizzontale come d’incanto – ribadisce Cini – si interrompono proprio all’entrata della ‘no work zone’, ovvero l’ultimo tratto di Via del Faro che porta al suddetto comprensorio”.
“Il Vecchio Faro – prosegue – dopo le promesse e la sceneggiata dei ponteggi, oggi scomparsi, con pseudo associazioni pronte a caldeggiarne la ristrutturazione ed a elogiare l’Amministrazione, vede oggi gravemente compromessa la sua staticità dal crollo di gran parte delle difese a mare, mentre a Passo della Sentinella rimangono irrisolte, oltre al problema principale della sicurezza, anche tutte le questioni legate ai servizi e alla riqualificazione che consentano ai residenti anche solo un minimo di civile vivibilità. La linea di trasporto ad un certo orario è sospesa e chi non dispone di un proprio mezzo è costretto a percorrere il lungo tratto di Via del Faro al buio, senza un marciapiede, con il pericolo di essere investito ed il rischio di essere alla mercè di qualche male intenzionato. La zona è inoltre priva al 95% di allacci di telefonia fissa con aggravio per le famigli costrette ad utilizzare quella mobile, l’acqua potabile poi è fornita in ‘consorzio’ e i cittadini la pagano più del doppio delle civili abitazioni”.
“I residenti quindi si sentono trattati come cittadini di serie ‘B’ e vengono riconosciuti come tali solo quando devono pagare tasse e tributi Comunali, Regionali e Statali. Una situazione ormai insostenibile che la prossima Amministrazione di concerto con la Regione Lazio dovrà necessariamente inserire tra le priorità da affrontare con la massima urgenza” ha concluso il Presidente del Circolo PD ‘Aldo Moro’.






