
di Fernanda De Nitto
Forte preoccupazione per i residenti del Parco Leonardo a causa di una nuova occupazione abusiva di uno stabile situato in via del Perugino, proprio di fronte all’asilo “Delfino Curioso” e a diverse abitazioni.
Secondo quanto riferito dai cittadini, l’edificio sarebbe stato nuovamente occupato da persone senza fissa dimora, trasformandosi in un punto di ritrovo che sta generando crescente allarme tra le famiglie della zona.
Una situazione che avrebbe avuto ripercussioni dirette anche sull’attività scolastica: insegnanti e personale educativo avrebbero, infatti, espresso timori nel far uscire i bambini nel giardino dell’asilo, a causa della presenza di individui ritenuti, in alcuni casi, aggressivi o potenzialmente pericolosi.
Dopo i primi tentativi di sgombero avviati nel pomeriggio di ieri con l’intervento delle forze dell’ordine e la fuga di alcuni occupanti nelle aree pedonali circostanti, successivamente fermati e identificati, dalla mattina di oggi è nuovamente in corso una massiccia azione di sgombero delle aree.
Sul posto sono, infatti, intervenuti i Carabinieri e la Polizia di Stato, congiuntamente alla Polizia Locale di Fiumicino, che hanno sgomberato l’intero edificio da persone e materiali accatastati all’interno dagli occupanti.
Episodi analoghi sono stati segnalati anche in un altro stabile abbandonato in viale delle Arti 101a, contribuendo a delineare un quadro più ampio di degrado urbano e criticità nella gestione del territorio.
I residenti, il Comitato di Quartiere e alcuni amministratori di condominio annunciano la presentazione di un esposto formale alle autorità, tornando a sollecitare l’Amministrazione comunale di Fiumicino affinché intervenga con urgenza per garantire la sicurezza dell’area.
Continuano però a mancare risposte concrete da parte del Comune alle richieste avanzate dal Comitato e dai residenti, dopo anni di segnalazioni: maggiori controlli, potenziamento della videosorveglianza, pattugliamenti costanti e messa in sicurezza degli immobili abbandonati. Stavolta la situazione è aggravata dalla presenza di minori e di strutture educative, circostanza che non consente ulteriori ritardi.







