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Partito Comunista Fiumicino: “Questo 25 Aprile vogliamo ricordarlo anche grazie a un nostro concittadino”

Le dichiarazioni e l’esclusiva intervista del Partito Comunista Fiumicino


“Questo 25 Aprile vogliamo ricordarlo anche grazie a un nostro concittadino. Un contadino, un soldato un prigioniero di guerra. Passato per diversi campi di concentramento e prigionia, come operaio-schiavo del terzo Reich. (Qui l’intervista su YouTube)”. Così in un comunicato stampa il Partito Comunista Sezione Fiumicino.

“Vogliamo ricordare la Resistenza contro il Regime Fascista salito al potere grazie al consenso del Re Vittorio Emanuele lll e con l’approvazione della Borghesia italiana, spaventata dal biennio Rosso 1919/20.  Scioperi nelle fabbriche, e occupazioni delle terre. Il Proletariato voleva rovesciare un sistema di sfruttamento e mancanza di diritti, la mancata riforma agraria, la questione meridionale in mano ai latifondisti. Si guardava alla rivoluzione Sovietica nell’ottobre del 1917. La Russia che in pochi anni da un paese feudale diventò la seconda potenza industriale del mondo grazie alla socializzazione dei mezzi di produzione. 

Il potere politico della classe operaia e contadina, per decidere cosa produrre e come produrre. Proprio per questo la Borghesia italiana temendo il rovesciamento guardo alle squadracce  di Mussolini che imperversavano nelle campagne e in città picchiando e reprimendo l’insurrezione con migliaia di morti.”

“Sindacati dati alle fiamme, partiti chiusi, l”omicidio di Giacomo Matteotti deputato Socialista, l’incarcerazione e poi la morte di Antonio Gramsci segretario del partito comunista italiano. Nei vent’anni di dittatura al servizio della Borghesia Imperialista ci furono guerre coloniali, campi di concentramento, uso di armi chimiche, con centinaia di migliaia di morti con l’aggressione alla Libia, Etiopia, l’aggressione alla nascente repubblica spagnola del Fronte Popolare, all’Albania.  La soppressione di tutte le libertà civili e politiche anche nei riguardi delle donne relegate a strumenti di procreazione e salari più bassi. 

Fino all’epilogo dell’entrata in Guerra con milioni di morti e la distruzione dell’Europa e del resto del mondo interessato al conflitto mondiale.”

Concludono, “La Resistenza e la liberazione delle principali città del nord Italia, grazie al l’insurrezione, prima dell’arrivo degli Americani, i consigli di fabbrica pronti al cambio di sistema. Il sacrificio dei 27 milioni di Sovietici sotto la guida di Stalin che liberò mezza Europa, la Manciuria e la Corea del Nord, dal non meno crudele e criminale Fascismo Nipponico.Vogliamo ricordare la Resistenza Tradita la mancata Rivoluzione Socialista-comunista, l’Amnistia ai Criminali e Gerarchi Fascisti, ai Prefetti e al Sistema Statale che rimarrà pressoché immutato sotto la nuova veste Democristiana. 

ORA e sempre Resistenza!”


 

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