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Addio ad Aldo Pavia, custode della memoria della Shoah. Il ricordo commosso di Paolo Calicchio

“Un grande amico, un uomo di straordinaria umanità. Il suo impegno per le nuove generazioni continuerà a vivere”

 

 

“Con la scomparsa di Aldo Pavia perdiamo uno dei riferimenti più importanti nella storia e valorizzazione della Shoah e della deportazione, soprattutto romana. Sono profondamente addolorato per la sua morte, mio grande amico e uomo di alto valore morale e storico, con cui ho condiviso, da ex assessore alla scuola, dieci anni di Progetto Memoria con gli studenti di Fiumicino” dichiara il consigliere comunale Paolo Calicchio.

 

“Insieme a Grazia Di Veroli, anch’essa scomparsa qualche anno fa – aggiunge – Aldo è stato il vero fulcro di un progetto che ha permesso a centinaia di giovani del territorio di venire a conoscenza di una delle pagine più drammatiche della storia dell’umanità”.

 

“Con l’Aned, Associazione Nazionale Ex Deportati nei Lager Nazisti, ci siamo sempre adoperati, insieme – ricorda – affinchè tutto ciò che era memoria, tra dolore e consapevolezza, fosse raccontato e divulgato, in particolare ai ragazzi. Lo abbiamo fatto vedendo direttamente i luoghi più emblematici del dolore, da Auschwitz a Mauthausen, da Ravensbruck a Sachsenhausen, da Fossoli a Sant’Anna di Stazzema”.

 

“Aldo sapeva sempre trovare le parole giuste per arrivare al cuore dei giovani, e di tutti noi, che rimanevano sempre affascinati e commossi dalla sua infinita competenza storica e morale. Era una persona speciale – sottolinea Calicchio – dalla profonda empatia, dotato di una singolare umanità, garbo e gentilezza. Mancheranno le sue importanti disquisizioni sul tema della deportazione”.

 

 

“Grazie a lui e a tutti gli amici dell’Aned, insieme ad Andrea Di Veroli, odierno Presidente, siamo riusciti negli anni passati a portare a Fiumicino persone come Piero Terracina, le sorelle Andri e Tatiana Bucci, Lello Di Segni e a conoscere Edith Bruck, grande amica di Aldo. Grazie Aldo per tutto ciò che ci hai lasciato, la tua memoria vivrà in noi, soprattutto in questo momento dove sembra si stia sempre più perdendo il valore civile e culturale della divulgazione storica della memoria ai giovani, sia a livello territoriale che nazionale. Perseguirò il tuo impegno affinché i ragazzi non siano lasciati soli, combattendo ogni segno di violenza con il discernimento e la coscienza morale. Ciao Aldo, grande amico mio!” ha concluso Paolo Calicchio

 

 

 

 

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