
La Consigliere della Città Metropolitana chiede all’AdR stabilità e garanzia ai lavoratori a rischio occupazione
“Il lavoro della procura di Civitavecchia non si discute ma che a pagare per l’incendio del T3 dell’aeroporto Leonardo da Vinci finiscano per essere solo 5 operai di una ditta che svolge la manutenzione degli impianti di condizionamento rischia di suonare strano” ha dichiarato il Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale, Michela Califano.
“Le continue – prosegue – rassicurazioni di AdR ed Enac non ultime quelle sulla salubrità dell’aria, pienamente smentite dai fatti, dimostrano che qualcosa nell’hub di Fiumicino non ha funzionato e continua a non funzionare. Il fatto stesso che per salvare le apparenze centinaia e centinaia di dipendenti siano stati costretti a operare in condizioni di assoluto disagio, per giunta indossando mascherine, lo sta a testimoniare. L’unico barlume di dignità in tutta questa storia l’hanno dimostrata le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i dipendenti aeroportuali che pur dovendo combattere ogni giorno con lo spettro della precarietà e con contratti sempre meno gratificanti, hanno tirato fuori l’orgoglio e lavorato notte e giorno per riportare la situazione alla normalità. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile”.
“AdR invece di spendere soldi e comprare pagine e pagine sui quotidiani con il solo scopo di convincerci che un raddoppio dell’aeroporto è cosa buona e giusta, si faccia subito carico per recuperare l’evidente ritardo che ha accumulato nel tempo sul programma di ammodernamento delle strutture esistenti e dei sistemi tecnologici – sostiene Michela Califano che conclude – e dia stabilità e garanzia a quei lavoratori che oggi, dopo l’incendio, rischiano un nuovo salasso occupazionale”.