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Scempio stadio Cetorelli

Gentile redazione di Fiumicino Online, sono un atleta originario e cresciuto sportivamente a Fiumicino

anche se attualmente per ampi periodi dell’anno mi alleno e risiedo presso il centro CONI di Formia. Pratico l’attività di atletica leggera a livello agonistico da diversi anni, ottenendo nell’ultimo periodo discreti risultati: attualmente sono detentore del titolo italiano degli 800 metri per la categoria under 23 e atleti universitari; ho ottenuto il quarto posto negli ultimi campionati italiani assoluti e, recentemente, ho avuto l’onore di poter rappresentare la nazionale italiana giovanile alle finali della Diamond League di Zurigo.
Vi scrivo per segnalare e cercare di rendere pubblica una questione inerente a dei lavori che riguardano l’unico impianto di atletica leggera di Fiumicino: il Vincenzo Cetorelli. Lavori che a quanto ho capito hanno l’avallo dell’ufficio tecnico del Comune, tra l’altro proprietario della struttura, ma che a mio avviso stanno deturpando nell’indifferenza generale l’impianto e la pista di atletica leggera.
Tornato dalla Lombardia, da qualche giorno ho ripreso la preparazione invernale a Fiumicino e dunque sono tornato in pista, al Vincenzo Cetorelli. Lo scenario che ho trovato è qualcosa che chiunque abbia un minimo di cultura sportiva giudicherebbe agghiacciante e deprimente. Il lunotto della pista di atletica leggera in cui si praticano il salto con l’asta, gran parte dei lanci e la gara dei tremila siepi è stato completamente distrutto. Per far spazio, a quanto si dice, ad un campo di calcetto ora in costruzione. In pratica un parte integrante dell’impianto è stata letteralmente distrutta e compromessa. Come se da un campo di calcio si togliesse una porta oppure in un campo di basket si giocasse senza canestro.
Ciò significa che da ora in avanti decine di bambini e ragazzi che frequentano il Cetorelli non potranno nè essere avviati, né praticare un ampio insieme di discipline. Gli impianti hanno delle precise funzioni e regole sportive, che sono state codificate in oltre un secolo di tradizione olimpica. Queste regole e tradizioni sportive sono state violate, l’impianto è stato sottoposto ad un vero e proprio stupro edilizio.
Nonostante avessimo un impianto nel nostro territorio su cui erano stati fatti investimenti importanti in passato; questo scempio maldestro ci colloca direttamente nell’Italia sportiva decadente di serie C, ben lontana dagli standard europei. In cui soluzioni raffazzonate, cecità o a volte semplice ignoranza dei gestori degli impianti conducono alla compromissione delle strutture sportive, patrimonio pubblico finanziato con i soldi dei contribuenti. Mi auguro che sulla questione vi sia un intervento di amministratori o personale tecnico del nostro comune. Con grande amarezza. I più cordiali saluti.
 
Lettera inviata da: Emiliano Nerli Ballati
 
 
 

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