
Dall’esperienza con le scuole alla sfida dello sviluppo sostenibile: la riflessione di uno dei protagonisti di quella stagione
In merito alla rievocazione dei 30 anni della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano: ho riflettuto molto prima di scrivere questa breve riflessione sui 30 anni della RNSLR, perché non riesco ancora a capire come mai questo notevole successo personale di allora, abbia oggi di fatto provocato la mia esclusione dalle manifestazioni che si sono fatte quest’anno per la giusta “rievocazione” della nascita della RNSLR (D.M. 29/03/1996) da parte di tutte le principali associazioni ambientaliste.
Faccio notare che quelli che oggi più festeggiano, WWF, Legambiente ecc., a suo tempo, non fecero nulla per aiutarci a gestire il progetto triennale di Educazione Ambientale (1993/96) di Italia Nostra (Il Parco del Litorale Romano: bene ambiente per la città) ed al quale, ricordo, aderirono ben 24 scuole, di ogni ordine e grado, del Litorale Romano, con due classi ciascuna.
Le quali poi seguirono i 10 itinerari culturali del progetto (tre storici, 4 naturali e tre socio economici ovvero sulle realtà produttive territoriali, agricoltura, nautica e Aeroporto) nei tre anni successivi. Un successo di partecipazione a conclusione del quale, il Ministro Baratta, orgogliosamente, istituì la RNSLR.
Questo progetto fu una bomba e un esempio, che io sappia, ancora non eguagliato della creazione di un’area protetta nazionale voluta dai cittadini di un territorio in Italia. Una cosa che rese orgoglioso l’allora Ministro dell’Ambiente ing. Paolo Baratta (che ricorda questa vicenda ancora molto bene).
La Riserva del Litorale Romano, la più grande d’Italia, rappresenta quindi un grande risultato civile e sociale, una dimostrazione di amore degli abitanti per il proprio territorio che smentisce una retorica che da oltre un decennio umilia i nostri concittadini. Una retorica molto mass-mediatica, funzionale solo ai promotori e non, certamente, ai nostri ragazzi che vi risiedono e che in questo territorio vogliono viverci e creare il loro avvenire.
Mi permetto di dire questo, perché oggi la Riserva del Litorale Romano non deve diventare solo un “parco di carta” (come ci ammoniva Antonio Cederna), ma un’Istituzione rivolta a creare “un’economia di parco”, oggi preferiamo dire “sostenibile”, da contrapporre a quella “dell’abusivismo edilizio”, allora dominante. Un’economia di parco che voleva e vuol dire ancora oggi, fare in modo di creare un’economia sostenibile, valorizzando le qualità di un territorio così ricco di straordinari valori storici, naturali e culturali che ci sono sul Litorale Romano, come gli Scavi di Ostia e le foci del Tevere ecc. ecc.
Un territorio in cui la Riserva del Litorale Romano debba essere, non un mero passaggio burocratico, ma un’Istituzione protagonista e promotrice del suo sviluppo sostenibile con le necessarie trasformazioni del territorio, finalizzandole, il più possibile, verso compatibilità ambientali sostenibili, come impone la tutela di un’area protetta nazionale. Concludo, confermando la mia disponibilità per illustrare meglio questo mio intervento, affinché questo anniversario sia da stimolo per quel riscatto civile e sociale che i miei concittadini meritano.
Lettera inviata da: Ing. Fausto Testaguzza
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