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Le ‘impari’ opportunità di Torrimpietra

Lo scorso sabato, 25 giugno 2011, il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna (vedi foto) si è sposata nella cappella del castello di Torrimpietra, e questa vicenda ‘rosa’ ci dà, per l’appunto, l’opportunità di porre alcune osservazioni

Se questa cerimonia si fosse svolta solo due anni fa, credo che la maggior parte della gente sarebbe andata a ricercare sulle carte dove fosse Torrimpietra, allora ‘solo’ un ameno paesino sperduto nella campagna romana. Da quando il Sindaco Canapini ha fatto di tutto e di più per assurgere agli onori, si fa per dire, della cronaca con l’installazione dell’autovelox-trappola, questo borgo è diventato tristemente famoso in tutta Italia e non solo, e purtroppo non per le sue pur tante bellezze artistiche ed eno-gastronomiche.
Una delegazione di Com.Pat.Tor. ha provato, nella mattinata di sabato, a far pervenire un messaggio diretto al Ministro: abbiamo cercato di contattare padre Alfonso, che ha officiato la cerimonia, abbiamo tentato di intercettare il corteo aggirando la strada con le nostre mountain-bike ma siamo stati bloccati in più punti dalla sicurezza, alla fine siamo riusciti a pregare un poliziotto affinché recapitasse la nostra ambasciata, contenente naturalmente anche gli auguri, ma non abbiamo la certezza che il nostro scopo sia stato raggiunto.
Abbiamo scritto un messaggio al Ministro in quanto, essendo il responsabile del dicastero per le Pari Opportunità, rappresenta la massima istituzione competente nel Governo per la presa in esame, seria e definitiva, dello scandalo di Torrimpietra: qualora il messaggio non fosse giunto nelle sue mani o non avesse avuto il tempo, e ce ne renderemmo perfettamente conto, di prenderlo in esame, proviamo a riassumerlo in poche righe, con la speranza che possa leggerlo grazie ai giornali che avranno ritenuto importante diffonderne il contenuto.
“Gentile Ministro, mi chiamo Marco Dominici e rappresento il Com.Pat.Tor., un Comitato di cittadini unitisi un anno e mezzo fa per lottare contro una clamorosa ingiustizia sociale, particolarmente disgustosa in quanto premeditata allo scopo di far cadere in un inganno persone semplici, bambini malati, lavoratori pendolari, spesso persone anziane, le cui vicende sono ripercorribili navigando nel web che è letteralmente invaso da quello che è noto in tutte le cronache come ‘lo scandalo Torrimpietra’. Mi riferisco a lei personalmente in quanto l’elemento più fastidioso della vicenda consiste propriamente nel vilipendio delle Pari Opportunità, in quanto risultano colpite le persone socialmente, culturalmente e soprattutto economicamente più deboli, laddove i ricchi e presumibilmente coloro che meriterebbero di essere puniti escono indenni, mentre per un pensionato pagare mille euro di multa possono costringere allo stremo, per il possessore di una Ferrari sono solo bruscolini: le chiediamo con molta umiltà ma anche franchezza e fermezza di prendere in esame la vicenda e porla nella dovuta attenzione al Governo di cui è rappresentante, in quanto crediamo che una gestione sciagurata della Cosa Pubblica, come sta avvenendo a Fiumicino, nel cui territorio ricade Torrimpietra, possa col tempo fare da volano al negativo pure per organi istituzionali di più alto livello. La preghiamo fortemente soprattutto per una cosa: faccia di tutto per impedire il cambiamento della legge sulle intercettazioni in modo da evitare che possano essere autorizzate solo in presenza di evidenti indizi di colpevolezza piuttosto che di gravi indizi di reato: le intercettazioni telefoniche sono infatti una delle poche carte in mano ai Magistrati oggi come oggi per far luce sulla vicenda di Torrimpietra, per la quale i reati, ormai documentati e evidenti, oggi come oggi sono ancora sufficienti per giustificare quelle intercettazioni che, siamo sicuri, lo scrupoloso titolare della Magistratura di Civitavecchia avrà già autorizzato: se dovessero diventare necessari gli indizi di colpevolezza, correremmo il rischio del blocco delle indagini in corso, in quanto mentre le violazioni sono documentate, altrettanto non si può dire degli autori materiali e soprattutto dei mandanti: si tratta di una situazione alquanto lacunosa, anche se tutti noi, evidentemente, sappiamo come sono andate le cose, ma non possiamo riferirlo in modo ufficiale senza rischi prima delle opportune decisioni della Magistratura”.
Auguri al Ministro e a tutti affinché, con qualunque mezzo, giustizia sia fatta in tempi umanamente accettabili.
Un’ultima osservazione in merito: scommettiamo che durante il passaggio del corteo nuziale e/o istituzionale le macchinette infernali sono state momentaneamente spente per non correre troppi rischi?? Ma forse, in realtà, “… avvertiti in sogno di non passare da Torrimpietra … per un’altra strada andarono al castello …” parafrasando un noto passo biblico.
 
Lettera inviata da: Marco Dominici, Presidente Com.Pat.Tor.

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