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Grandi navi a Fiumicino: rompiamo il silenzio sul progetto del Porto Crocieristico

Un lungo tratto di costa sarebbe cementificato anche per la costruzione di un complesso commerciale e alberghiero


Stanno andando avanti i progetti di due porti a Fiumicino e Isola Sacra: il porto commerciale, pubblico, in corrispondenza della foce nord del Tevere, e il porto turistico, a pochi metri di distanza, alla foce sud, dove dal 2019 una società privata collegata alla Royal Caribbean ha presentato una proposta di variante per fare arrivare le navi da crociera di classe “Oasis”, le più grandi navi esistenti al mondo.
 
Per permettere l’approdo è previsto un dragaggio fino alla profondità di 12,5 metri e un lungo tratto di costa sarebbe cementificato per la costruzione, non solo delle strutture al servizio del porto, ma anche di un complesso commerciale – alberghiero, che, come enunciato nella Relazione illustrativa, sarebbe dedicato “anche e soprattutto a quelli in transito per l’aeroporto di Fiumicino e alla clientela che gravita sulla marina interessata al turismo locale e/o regionale”. Nuove edificazioni costruite in parte sulla fascia costiera originaria e in parte su una fascia costiera creata artificialmente con la colmata.
 
L’aspetto paradossale è che un’opera di questa portata con impatti sull’ambiente, sul paesaggio, sulla mobilità, sulla qualità della vita dei cittadini, è stata inserita dal Commissario per il Giubileo della Chiesa cattolica 2025, nonchè Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, tra gli interventi “essenziali” sottoposti ai “poteri speciali” per l’evento religioso.
 
Eppure dai cronoprogrammi pubblicati per la Valutazione di Impatto Ambientale in corso, si evince che – anche se fossero rigorosamente rispettati i tempi indicati – le navi da crociera potranno approdare al Porto solo negli ultimi 2/3 mesi, oltretutto invernali, dell’anno giubilare, mentre le strutture per l’accoglienza sono programmate addirittura negli anni successivi.
 
Tutto questo sta avvenendo all’insaputa dei cittadini: un fatto molto grave, se si considera che il progetto avrà non solo ricadute negative per il territorio, ma potrebbe diventare l’apripista per una serie di analoghi porti privati, che, senza alcuna pianificazione pubblica – e in concorrenza con le infrastrutture pubbliche – potranno cementificare le nostre coste, scavare i nostri mari, inquinare l’aria e gravare sulla mobilità, rispondendo al solo criterio del profitto.
 
Ci aspettiamo che le testate giornalistiche – ma anche politici, amministratori, associazioni, semplici cittadini – che hanno a cuore la tutela del nostro patrimonio collettivo ci aiutino a far conoscere questa Spada di Damocle che grava su un tratto di cosa laziale alle porte della Capitale, oggi in abbandono ma che potrebbe essere valorizzato con interventi meno impattanti e restituito alla natura e alla cittadinanza. E chiediamo al Sindaco Commissario e al Governo di togliere il porto turistico crocieristico dall’elenco degli interventi essenziali per il Giubileo, sottraendo alle scorciatoie procedurali e ai poteri di deroga alle norme una infrastruttura di questa portata, che non solo non è funzionale al Giubileo 2025 ma non prefigura alcun interesse pubblico.
 
Lettera inviata da: Comitato I Tavoli del Porto; Associazione Carteinregola; VAS Verdi Ambiente Società; Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia; Associazione Mare Libero di Ostia; Cittadinanzattiva Lazio; Lipu/BirdLife Italia; Italia Nostra Litorale Romano
 
Invia la tua lettera a: info@fiumicino-online.it
 
 
 
 
 
 

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