Il mandorleto di Maccarese, dove innovazione e natura si incontrano
C’è un luogo, nel cuore ambientale di Fiumicino, lungo il litorale, dove la primavera arriva vestita di bianco e rosa, tra fioriture spettacolari e un castello immerso nella storia. È Maccarese, dove sorge il mandorleto più grande d’Italia.
Il progetto della Maccarese Spa nasce nel 2019 ed è curato dalla giovane agronoma trentenne Fabiola Fontana. Oggi si estende su 140 ettari e conta 220 mila piante, coltivate con tecnologie di agricoltura 4.0, che producono circa 270 mila chilogrammi di mandorle sgusciate.
La coltivazione innovativa si avvale di sensori nel terreno, fertirrigazione di precisione, gestione da remoto tramite smartphone e raccolta aerea, che evita la contaminazione del frutto con il terreno. Un’agricoltura altamente tecnologica che non solo consente di evitare sprechi idrici, ma permette anche di ridurre le emissioni di CO₂ di quasi 170 tonnellate.
Il mandorleto lambisce il centro urbano, regalando al borgo un vero e proprio polmone verde e uno scenario suggestivo: la fioritura dialoga con il Castello di San Giorgio, creando un paesaggio unico.

In occasione di un evento aperto alla stampa, oltre alla visita guidata tra i filari, si è svolto uno show cooking dedicato alla mandorla a cura del rinomato chef di Fiumicino Luca Pezzetta. La giornata si è conclusa con una degustazione di gin tonic preparato con il gin alle mandorle di Maccarese.

“Maccarese dimostra che l’innovazione non è in contrasto con la bellezza, ma può diventare uno strumento per riqualificare il territorio, produrre in modo sostenibile e valorizzare il prodotto locale, riducendo un’importazione che oggi copre il 90% del fabbisogno”, è stato evidenziato durante l’incontro. Una storia di futuro che inizia da un fiore.






