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Sequestro oleodotto, il comune di Fiumicino si costituirà come parte civile

Montino: “Abbiamo ancora negli occhi le immagini del disastro ambientale”


Il comune di Fiumicino è convinto che la decisione del Gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca di mettere sotto sequestro l’oleodotto che da Civitavecchia arriva in aeroporto, sia una scelta giusta e di garanzia per l’ambiente e la salute pubblica. Nel procedimento giudiziario il comune di Fiumicino si costituirà come parte civile in quanto parte lesa.

“Abbiamo ancora negli occhi le immagini del disastro ambientale a Maccarese, Torrimpietra, Palidoro – lo dichiara Esterino Montino, Sindaco della Città di Fiumicino – quella del Tribunale di Civitavecchia è una decisione volta alla salvaguardia non solo del nostro territorio. La condotta oggetto dei tentativi di furto è lunga una settantina di chilometri e oltre Fiumicino attraversa altri cinque comuni: Civitavecchia, Cerveteri, Santa Marinella, Ladispoli e Roma. È impensabile controllarla notte e giorno per tutta la sua lunghezza se non attraverso un sistema di monitoraggio moderno ed efficiente simile a quello, sempre di proprietà dell’Eni, già in uso sull’oleodotto che da Gaeta arriva a Pomezia. Questo abbiamo chiesto già nel corso dell’unità di crisi che ho convocato a pochi giorni dalle effrazioni e questo è quanto anche il Tribunale di Civitavecchia impone all’Eni” conclude Esterino Montino.
 
 
 

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