
Danno economico e occupazionale sulla vasta superfice agricola con la perdita di 18 milioni di euro l’anno
di Dario Nottola
L’ipotesi di localizzare un nuovo impianto di rifiuti nelle ‘aree bianche’ del comune di Fiumicino, avrebbe un impatto negativo su una delle più vaste superfici agricole, sia per il passaggio dei mezzi pesanti di trasporto, che per la rottura dell’equilibrio tra campagna e città.
A rimarcarlo è la Cia di Roma che ha effettuato una prima valutazione di carattere economico e occupazionale. Il risultato sarebbe una perdita di produzione agricola di 18 milioni di euro l’anno (circa il 14% dell’intera produzione agricola di Fiumicino, uno dei più grandi comuni agricoli d’Italia), di cui quasi 1,5 milioni di reddito derivante dalle attività agrituristiche. Sfumerebbero poi circa 900 mila ore/lavoro, pari al salario di 650 operai agricoli (il 14% del lavoro agricolo totale di Fiumicino). Numeri elaborati incrociando dati Istat e Inea e l’impiego ore/lavoro della Regione Lazio, che vanno a fotografare un impatto fortemente negativo sull’economia dell’intera area che ha una vocazione prevalente agricolo-turistica.
”Per questo – sottolinea il presidente della Cia di Roma, Ezio Muroni – non condividiamo la scelta della Città di Roma di cercare possibili soluzioni alla chiusura del proprio ciclo di rifiuti in aree esterne ai propri confini amministrativi; il territorio agricolo non deve essere considerato ‘libero’ e ‘vuoto’ dove scaricare le contraddizioni delle città, ma deve essere valutato sempre come elemento primario per la produzione di alimenti, di biodiversità, di lavoro buono e ambiente sano.






