
Il Comitato FuoriPISTA lancia l’Appello ai Consiglieri Regionali
Il Comitato FuoriPISTA, lancia un appello ai membri del Consiglio Regionale denunciando lo stato reale della situazione del traffico aereo a Fiumicino e le strategie utilizzate per continuare a sostenere la necessità del Raddoppio dell’Aeroporto. Il Comitato chiede alla Regione di contribuire, come prevede la legge, alla definizione del Piano Nazionale degli Aeroporti in modo da tutelare la salute dei cittadini di Fiumicino e Ciampino e da salvaguardare l’ambiente, impedendo lo scempio della Riserva che sarebbe di enormi proporzioni, vista la cementificazione di 1.300 ettari della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Appello ai Consiglieri della Regione Lazio
Vi chiediamo di intervenire in qualità di membri che siedono nell’attuale Consiglio della Regione Lazio, assumendo la responsabilità di una decisione che l’art. 117 della Costituzione vi affida, e di contribuire alla definizione del Piano Nazionale degli Aeroporti per la parte di competenza della Regione Lazio, indicando per i voli low cost una soluzione alternativa a Fiumicino e Ciampino, che sia meno dannosa per i cittadini, che già ora subiscono l’impatto sulla salute degli inquinamenti atmosferico ed acustico prodotti dall’aeroporto, e che sia meno devastante per l’ambiente.
Vi chiediamo di non rendervi corresponsabili di un gioco che andrebbe a vantaggio solo dei grandi interessi speculativi, danneggiando irrimediabilmente un bene comune quale è la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano che verrebbe cementificata per 1300 ettari.
Difficilmente i cittadini potrebbero comprendere un silenzio da parte della Regione Lazio che con evidenza risponderebbe a logiche di altra natura, che poco avrebbero a che vedere con le necessità effettive del traffico aereo e della pubblica utilità.
Riteniamo che sia arrivato il momento di fermarsi per tempo, evitando, come invece è successo per altre Grandi Opere, di procedere avanzando su una strada che poi si rivela impraticabile proprio dal punto di vista della necessità dell’opera e della sua sostenibilità, dovendo in sopraggiunta far pagare alla collettività i costi di una rinuncia troppo tardiva.






