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Porto crocieristico, al Parco Agorà confronto aperto dopo la sentenza del Tar

Associazioni e cittadini fanno il punto sulle irregolarità procedurali e sugli impatti del progetto

 

 

di Fernanda De Nitto

 

Si è tenuta presso il Parco Agorà di Via del Faro l’assemblea promossa dai Tavoli del Porto, che ha visto la partecipazione di tutta la rete delle associazioni, comitati ed organizzazioni impegnate da tempo per la tutela e valorizzazione del territorio, in contrasto al progetto di realizzazione del porto crocieristico previsto presso l’area del vecchio Faro di Fiumicino.

 

 

Il Parco Agorà gremito di persone, tra aderenti alla rete e semplici cittadini, desiderosi di conoscere lo stato reale della situazione particolarmente riferita alla sentenza del Tar dei primi di luglio, con la quale il Tribunale Amministrativo regionale ha annullato il decreto di Valutazione di impatto ambientale concernente la costruzione del nuovo porto crocieristico, bloccando, per adesso, tutta la progettualità della Fiumicino Waterfront.

 

L’iniziativa ha visto il confronto ed il dibattito tra le realtà associative delle rete, promotrice del ricorso, tra cui i Tavoli del Porto, Unione Inquilini Fiumicino, Saifo, e Lipu, insieme all’appoggio di Italia Nostra, Cgil e Associazione Nazionale Imprese portuale, che hanno dialogato insieme con i cittadini intervenuti rispetto al decreto del progetto urbanistico portuale.

 

Particolare attenzione è stata posta proprio per alla sentenza del Tar dettagliatamente specificata da coloro che si sono occupati della stesura del ricorso e dell’analisi di tutti gli iter burocratici che hanno portato al diniego. Presenti all’evento diversi consiglieri comunali dell’opposizione di Fiumicino, la consigliera regionale Michela Califano e il consigliere regionale Valerio Novelli.

 

In particolare, durante l’assemblea, si è specificato che il Tar ha confermato che la procedura di Via è stata ritenuta irregolare, definita addirittura “monca”, in quanto incompleta sugli impatti dell’infrastruttura proprio a livello ambientale. Questo perchè, dalla sentenza, il progetto costituisce un vero e proprio scalo polifunzionale, dove il ruolo delle navi da crociera è estremamente significativo e pertanto non può essere considerato un semplice porto turistico destinato alla nautica di porto, come era stato proposto anche nell’istanza del Comune di Fiumicino.

 

Gli avvocati presenti all’assemblea hanno, invece, specificato che la Valutazione di Impatto Ambientale sottostimava la presenza delle navi da crociera al fine di strutturare una rappresentazione più semplice del progetto, che avrebbe consentito un iter autorizzativo più snello.

 

I relatori, rispetto alla sentenza del Tar, hanno anche specificato che sono diversi i punti all’attenzione del tribunale che ha contestato, altresì, l’anomalo frazionamento dei processi istituzionali definiti illegittimi e il mancato coinvolgimento dell’Autorità di Bacino che non ha ricevuto la redazione idrogeologica.

 

Altro aspetto dubitativo, enunciato nell’assemblea, riguarda il decreto Giubileo visto che l’inserimento del progetto fra le opere strategiche del 2025 risulta ormai privo di qualsiasi fondamento legittimo rispetto a tempistiche e procedure burocratiche.

 

Nell’assemblea è stato posto l’accento, anche, sugli aspetti ambientali veri e propri riconducibili alla vita cittadina con particolare riferimento all’inquinamento, al danneggiamento della flora e della fauna e all’annosa questione della diga foranea lunga 600 metri che tratterebbe i sedimenti portati dal fiume Tevere, peggiorando l’erosione della costa tra Focene e Fregene.

 

Ovviamente i promotori restano in attesa di conoscere gli eventuali sviluppi rispetto all’appello che dovrebbe essere presentato dalla Fiumicino Waterfront, anche se per adesso resta invariata la decisione del Tar riguardante un interruzione del progetto per irregolarità procedurali.

 

I Tavoli del Porto, ringraziando il pubblico presente, hanno ribadito la volontà di continuare la mobilitazione al fine di proporre una seria alternativa per la riqualificazione dell’area del vecchio Faro affinché possa divenire, per i promotori, uno spazio di comunità tra rispetto ambientale e vita cittadina.

 

 

 

 

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