
Presentato Masterplan da 9 miliardi di euro di investimenti
di Dario Nottola
Davanti ad una platea di oltre un centinaio di persone in presenza ed altre 50 in streaming, con il primo di tre incontri previsti fino a novembre sul territorio (il prossimo il 6/11), ha preso il via ieri sera, nella sala di Villa Guglielmi a Fiumicino, il Dibattito Pubblico sul Piano di Sviluppo Sostenibile dell’aeroporto Leonardo da Vinci.
Dopo la pubblicazione della Relazione di Progetto, il 23 settembre scorso, sul sito dpsviluppofiumicino.it, l’appuntamento, con il Responsabile del Dibattito Pubblico, Andrea Pillon, della società Avventura Urbana, e tecnici di Aeroporti di Roma, presenti il Presidente e l’Ad Di Adr, Vincenzo Nunziata e Marco Troncone, il sindaco Mario Baccini, ed il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon in collegamento da remoto, è stato dedicato alla presentazione dei contenuti generali del Piano, elaborato da Adr, che prevede 9 miliardi di investimenti, e sviluppato con Enac. Al dibattito, animato con domande ed osservazioni poste dai cittadini, che hanno chiesto un quarto incontro dedicato agli studi epidemiologici, hanno preso parte i rappresentanti del Comitato FuoriPISTA e del Comitato dei Tavoli del Porto, contrari alla quarta pista, esprimendo dubbi sulla perimetrazione della Riserva, e quelli territoriali di categorie economiche e del Comitato In Pista, favorevoli al Piano e che hanno ringraziato Adr per l’opportunità di confronto messa in campo “anche più di quanto previsto dalle normative”.
Il percorso di informazione ed ascolto aperto a cittadini, istituzioni, associazioni e stakeholder del territorio, è legato alla raccolta di osservazioni e proposte in vista delle successive fasi progettuali.
Le posizioni emerse saranno, infatti, raccolte in una Relazione conclusiva, sulla quale Adr sarà chiamata ad esprimersi attraverso un proprio documento di sintesi in merito agli esiti del dibattito.
“La proposta di sviluppo, fino al 2046, risponde alla domanda di traffico prevista in 100 milioni di passeggeri all’anno – hanno spiegato i tecnici dopo un excursus dell’Ad Troncone sulla genesi del Piano e sulle prospettive di crescita dell’hub – Previsti un nuovo Terminal con 76 gate nell’area est dello scalo ed una quarta pista di volo parallela alla Pista 3.
Grazie alla realizzazione della nuova Pista ed ad una differente distribuzione delle operazioni di volo, sarà possibile ridurre l’estensione dell’attuale Pista 1, che sarà utilizzata solo per gli atterraggi in alcuni momenti della giornata con una conseguente riduzione drastica fino all’80% del rumore a cui è esposta la popolazione. In questo modo sarà restituita alla collettività un’area di circa 85 ettari, accessibile a tutti attraverso un grande Parco pubblico di interesse archeologico”.Previsti poi la riorganizzazione delle vie di rullaggio, dei parcheggi degli aeromobili, dei collegamenti viari interni, delle reti di servizio e dell’intero sistema di accessibilità aeroportuale.
In base al Masterplan, nel Lazio, si genererebbe un valore aggiunto pari a 18 miliardi di euro, con oltre 67.000 nuovi posti di lavoro. Il Comune di Fiumicino beneficerebbe di un valore aggiunto di 5 miliardi di euro e di 13.450 nuovi posti di lavoro, oltre a ricevere la creazione di strutture viarie strategiche per i collegamenti del territorio e con la Capitale.
Per il sindaco Baccini, l’avvio sul territorio comunale del Dibattito Pubblico sul Piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto Leonardo da Vinci “è un passaggio importante perché consente di affrontare in maniera aperta e trasparente un tema strategico per il futuro del nostro territorio”.
I cittadini ed i comitati, nel dibattito, hanno chiesto anche il tipo di impatti che il Piano avrà sulle varie località, come Fregene, ed espresso perplessità sulla sostenibilità. Il Comitato In Pista ha invece chiesto gli impatti reali non solo sui terreni ma direttamente sulla quota di popolazione residente (“fino all’80 per cento della popolazione esposta al rumore”, la risposta).
“Lo sviluppo dell’aeroporto è strettamente legato a quello della città e deve confrontarsi con le esigenze dei cittadini e delle realtà che vi operano. È quindi importante che questo percorso garantisca un’informazione completa, affinché osservazioni e proposte possano trovare uno spazio adeguato nel confronto”.
“Abbiamo messo in campo due linee fondamentali: l’Aeroporto interagisce per la prima volta con la città ed il territorio, ed è una parte integrante dello Sviluppo del Comune. Il piano aeroportuale non deve essere in antagonismo all’ambiente ma deve marciare assieme; abbiamo posto ad esempio delle importanti prescrizioni al progetto, con compensazioni sull’ambiente, la viabilità, e che miglioreranno l’occupazione e faranno diminuire l’impatto acustico a Focene, Fregene ed Isola Sacra. Per la prima volta, come oggi, Adr si è seduto al tavolo con il Comune per superare le criticità: il dibattito porterà ulteriori elementi di miglioramento”, ha concluso l’intervento al Dibattito.
“Abbiamo preso parte al dibattito pubblico sul Piano di Sviluppo dell’Aeroporto presentando domande e interventi nel merito del progetto – la posizione de I Tavoli del Porto – Pur riconoscendo l’impegno di Aeroporti di Roma a sostegno di questo percorso partecipato, esprimiamo profondo rammarico per la recente normativa che ha abrogato la Commissione Nazionale, eliminando così un soggetto terzo che riteniamo indispensabile per una valutazione equilibrata e imparziale delle istanze dei cittadini. Valuteremo al termine del percorso con quale reale oggettività verranno trattati i rilievi critici avanzati dalle associazioni. Siamo di fronte a un progetto di grande impatto, che deve essere valutato congiuntamente al Piano Nazionale degli Aeroporti — attualmente in fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) — per una visione d’insieme autentica. È fondamentale allargare lo sguardo all’impatto complessivo su un territorio su cui già gravano i progetti di due grandi porti, tra cui il porto crocieristico privato al vecchio faro, per il quale non è stato fatto alcun dibattito pubblico. Una concentrazione di opere che rischia di soffocare irrimediabilmente i cittadini e l’ambiente circostante”.






