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Padre Roberto Amici insediato come parroco della Beata Vergine Maria Immacolata alla Giustiniana

Ieri sera il rito d’ingresso tenuto dal Vescovo Gianrico Ruzza


di Dario Nottola

Ieri sera il vescovo della Diocesi di Porto e Santa Rufina, Gianrico Ruzza ha insediato padre Roberto Amici, ex Superiore generale della Congregazione dei Figli di Santa Maria Immacolata e sacerdote assai conosciuto anche a Fiumicino, ex seminarista a Porto, come parroco della Beata Vergine Maria Immacolata alla Giustiniana. Il sacerdote succede a padre Giuseppe Tristaino, ora alla  parrocchia Janua Coeli, a Montespaccato. Tra i concelebranti presenti padre Mario Roncella, neo superiore generale dei Figli di Santa Maria Immacolata, congregazione a cui è affidata la comunità della Giustiniana oltre che di cinque realtà di Fiumicino (Porto, Porto della Salute, Stella Maris, Divina provvidenza e Crocifisso).
 
I primi due gesti del rito hanno ricordato il ministero del parroco: l’aspersione dell’assemblea con l’acqua l’assemblea e l’incensazione dell’altare. Un giovanissimo coro ha accompagnato questi segni e tutta la liturgia con una freschezza che ha coinvolto tutta l’assemblea.
 
“Padre Roberto squarcia il velo del tempio e mostra il mistero dell’amore che ringiovanisce” ha detto il vescovo nell’omelia citando il libro di Isaia: il profeta racconta la festa preparata dal Signore per l’umanità: la visione della consolazione di Dio che asciugherà ogni lacrima.
 
Immagine evocativa della sofferenza e della speranza per il Medio Oriente. “Le ore terribili nella terra di Gesù chiedono di scegliere di dire no alla violenza per stare dalla parte di Dio, chi desidera la guerra non vuole seguire il Vangelo”.
 
Accogliere Cristo significa infatti rivedere la relazione tra gli uomini e quella che essi hanno con Dio, dai contesti più ampi a quelli di una parrocchia. “Oggi la Chiesa fatica a riunire perché l’incontro con Gesù offre una logica della vita che sovverte il nostro modo di pensare”.
 
Allora, la salvezza va annunciata con “Un linguaggio che sappia abbracciare l’umanità ferita per mostrare che al cuore della scelta di vita sta il cuore. Roberto – ha concluso il vescovo – ti viene affidata questa comunità per fare con essa l’esperienza di Cristo che abita nei nostri cuori, per conoscere e annunciare il suo amore che supera ogni conoscenza”.
 
Il gesto conclusivo del rito d’ingresso ha espresso questa consegna del vescovo al parroco: il pastore ha lasciato la sede al sacerdote perché guidi a suo nome la comunità. Compito accolto dal sacerdote nel suo ringraziamento conclusivo nel quale ha espresso la gioia e la disponibilità per un cammino condiviso con tutta la sua nuova parrocchia.
 
(Foto Diocesi di Porto e Santa Rufina)
 
 
 
 
 
 

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