
Nell’aula consiliare la donazione della raccolta fotografica della Fondazione “Anna Maria Catalano”: storie di coraggio, lavoro e impegno che hanno segnato il territorio di Fiumicino
di Fernanda De Nitto
Nel proseguo degli eventi dedicati alla “Giornata Internazionale dei diritti della donna” si è tenuto presso l’aula consiliare l’evento di donazione al Comune di Fiumicino, da parte della Fondazione “Anna Maria Catalano”, della raccolta fotografica riguardante la storia di otto donne del territorio.

L’iniziativa si è tenuta alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale Roberto Severini, del Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Giovanna Onorati, dell’Assessore alle Pari Opportunità Monica Picca, del Presidente della Fondazione “Anna Maria Catalano” Sergio Estivi e della storica insegnante del territorio e autrice del volume “Ragazze appena ieri. Ricordi di donne che hanno fatto Maccarese”, Maria Pia Cedrini.
Il progetto, denominato “Cultura, Turismo, Lavoro” è stato istituto dalla Fondazione Catalano e finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU nell’ambito del PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Ricreativi. Obiettivo dell’iniziativa è quella di preservare la memoria collettiva rendendola fruibile e conosciuta da un numero sempre maggiore di persone del territorio.
Le otto donne sono un tangibile esempio di caparbietà e coraggio per l’impegno che hanno profuso sia a livello culturale, che sociale o lavorativo nelle varie località del territorio di Fiumicino, contribuendo allo sviluppo della città attraverso le loro importanti azioni ed esempi.
Alla presenza di alcune rappresentanze delle scuole del territorio sono state illustrate le storie di queste donne protagoniste: Irene Bernasconi, l’insegnante che sfidò la malaria; Maria Alessandra Dalla Torre Baffi, donna dalla generosità infinita; Maria D’Auria, arbitra che all’epoca riuscì ad affrontare le regole culturali del patriarcato; Ines Teresa Giuliani, la portalettere che durante la guerra sfidò le bombe; Vittoria Targa, storica maestra, soprattutto di vita; Maddalena Compagnone, ed il suo amore per le rose; Elisa Terenzi, storica panificatrice e Domenica Santarelli, che praticamente fondò la comunità di Passoscuro.
A seguire, dopo gli interventi istituzionali incentrati sul coraggio di combattere per i valori importanti, la storica insegnante della scuola Marchiafava di Maccarese, Maria Pia Cedrini, ha raccontato agli studenti la vita di diverse donne del territorio che soprattutto nel dopoguerra si sono prodigate per la famiglia e per i loro diritti, riuscendo negli anni ’60 ad ottenere, dopo un combattuto sciopero, la parità salariale. Donne che nella quotidianità avevano la forza di difendere i loro diritti coniugando con coraggio e caparbietà la vita familiare e la quotidianità del contesto rurale.
Ritratti di donne le cui testimonianze abbracciano un arco di tempo di almeno tre generazioni, a seconda si tratti di ricordi indiretti o memorie personali, dalle quali emergono le loro esperienze di vita. Donne nate o arrivate da piccole a Maccarese, un territorio non facile soprattutto nei primi anni della bonifica, quando era infestato dalla malaria, piaga debellata solo alla fine degli anni ’50.
La Fondazione “Anna Maria Catalano” attraverso questo progetto di conoscenza storica e culturale ha voluto incentivare le generazioni più giovani del territorio affinchè il ricordo di impegno e coraggio di queste donne sia da esempio per la valorizzazione dei propri ideali, con discernimento e caparbietà.






