
Scoperti prodotti ittici privi di documentazione e alimenti scaduti. Multato anche un ristorante sushi della Capitale
A seguito di una complessa e articolata attività investigativa, condotta attraverso ispezioni, controlli, riscontri documentali e informazioni raccolte sul territorio, il personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Roma Fiumicino, sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca di Civitavecchia, ha effettuato un’ispezione presso un esercizio commerciale operante nel settore della vendita all’ingrosso di prodotti ittici nella Capitale.
Nel corso del controllo, i militari hanno accertato gravi violazioni in materia di tracciabilità di un ingente quantitativo di prodotto ittico che, pronto per la commercializzazione, stava per essere immesso sul mercato della capitale privo della documentazione necessaria ad attestarne la lecita e regolare provenienza.
La Guardia Costiera ha quindi proceduto al sequestro amministrativo di oltre 5.184 chilogrammi di prodotto ittico, elevando sanzioni pecuniarie per un importo complessivo superiore agli 11mila euro.
Parte delle oltre cinque tonnellate di pesce sequestrate, inoltre, era destinata alla vendita nonostante la data di scadenza fosse già ampiamente superata, con potenziali rischi per la salute dei consumatori.
Ulteriori sanzioni, non meno rilevanti, sono state contestate anche a un sushi bar della provincia, appartenente a una nota catena di rilevanza nazionale, per l’omessa indicazione nei menù di informazioni relative al “Tobiko”, uova di pesce volante comunemente utilizzate per decorare e guarnire il sushi.
Il prodotto, caratterizzato dai vivaci colori, viene trattato con il colorante alimentare E129, il cui utilizzo è vietato in alcuni Paesi e che, se assunto in quantità elevate, può influire negativamente sull’attività e sull’attenzione dei bambini.
La normativa comunitaria, pur non vietando né limitando l’impiego del colorante, impone che il consumatore finale venga correttamente informato, attraverso esplicita indicazione nel menù o nel libro degli ingredienti, circa i potenziali effetti correlati all’assunzione della sostanza. Per tale omissione sono previste sanzioni fino a 10mila euro, come nel caso del ristorante sottoposto a controllo.






