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Gli operatori balneari del lungomare della Salute ad Isola Sacra chiedono interventi sulle sprofondate scogliere

In difficoltà lo stabilimento “Marina del Rey” con alcune cabine crollate

 

di Umberto Serenelli

 

Sos degli operatori balneari del lungomare della Salute a Isola Sacra che sollevano il problema dell’avanzata dell’erosione marina e chiedono opere di “rifioritura” sulle sprofondate scogliere. Il problema si presenta anche lungo la costa di viale Coccia di Morto a Fiumicino dove i marosi hanno ingoiato l’arenile e scoperto vecchie costruzioni sulla battigia.

 

 

Sul lungomare gli operatori non dormono più tranquilli perché una parte delle cabine dello stabilimento “Marina del rey” è crollata e altre sono a rischio di finire in acqua. La fondazione e la palizzata davanti al ristorante del bagno lungo la passeggiata, posata per contrastare il moto ondoso, è stata scoperta dalla violenza delle onde che, in presenza di mare grosso, circondano il locale e i flutti arrivano alle finestre.

 

 

L’ultima mareggiata ha superato agevolmente l’arenile e si è spinta all’interno delle cabine per arrestarsi ridosso del cancello d’ingresso dove ha trasferito enormi cumuli di immondizia portati dalle piene del Tevere.

 

 

Questo è un disagio che affligge la maggior parte degli stabilimenti dove i titolari hanno cercato inutilmente di creare dighe di sabbia che in qualche modo arginano gli allagamenti ma non frenano i danni soprattutto all’interno dei locali commerciali.

 

 

“La recente mareggiata ha spianato una diga di sabbia, di circa 1,5 metri, che avevo creato con l’ausilio di una pala meccanica – afferma Salvatore Spataro dello stabilimento ‘Vittoria on the Beach’ – Le onde hanno continuato la loro marcia fino all’interno della sala del ristorante dove sono stato costretto a gettare tavoli, sedie e mobilia danneggiata. Questo perché la barriera costruita circa 20 anni fa non esiste più da tempo e con i colleghi delle strutture Florida e Bussola siamo disperati: lottare contro il mare è una battaglia impari”.

 

 

Lo stesso fenomeno sta ora interessando anche alcuni chioschi. Sul banco degli imputati finiscono dunque i frangiflutti, la cui altezza è diminuita notevolmente da tempo, e non costituiscono più un baluardo alle gigantesche delle onde.

 

 

“Le recenti mareggiate e l’eccessivo apporto di sabbia sta causando un pericoloso innalzamento della linea batimetrica del mare al di fuori delle scogliere – afferma Marco Lepre, presidente della Rete di imprese balneari Isola Sacra – Per effetto di questo fenomeno gli sbarramenti sono collassati e non rappresentano più una valida difesa a garanzia delle nostre strutture e dello stesso lungomare. Ciò viene testimoniato dall’emergenza che sta vivendo il Marina del rey. Per tanto chiediamo un supporto dal Sindacato Italiano Balneari, tramite la sezione regionale, affinché rappresenti nel migliore dei modi il problema sia al Comune che alla Regione”.

 

 

Preoccupa anche l’offensiva dei marosi nel tratto di viale Coccia di Morto, riservato ai surfisti, che ha raggiunto la costruzione di un maneggio abbandonato dagli anni ’80. L’erosione ha scoperto le strutture della piscina e i resti di alcuni stabilimenti. Oltre 250 metri di litorale sono impraticabili e molto pericolosi a causa dei detriti presenti sulla riva. A pochi metri dalla battigia, una colonna in cemento si erge come monumento all’incuria e al pericolo visto che a poca distanza sorge un muro fatiscente che ora corre il rischio di cadere. È necessario isolare la zona per motivi di sicurezza.

 

 

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