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Fiumicino: il caso di 8 bambini della Porto Romano

Asilo nido e scuola materna, quando un diritto diventa un problema


Mandare i propri figli a scuola. Un diritto che dovrebbe essere semplice ed elementare, sta diventando un problema per molte mamme italiane. Soprattutto quando si tratta di dover iscrivere i bambini all’asilo nido o alla scuola materna, con liste e graduatorie spesso lunghe e poco chiare.
 
Il caso questa volta riguarda alcune mamme di Fiumicino, tra cui Eleonora De Angelis e Valentina Giordano, che spiega la sua situazione. “Io e altre 8 mamme avevamo fatto regolarmente l’iscrizione presso la materna statale di Fiumicino, che ha come sede centrale la Porto Romano. Noi eravamo in riserva poi siamo riuscite ad entrare nella lista definitiva solo che i bambini sarebbero dovuti entrare a gennaio, come promesso. Il problema – prosegue la signora Giordano – è che a settembre ci è stato detto che era stata interpretata male la legge perché i nostri bambini potevano si, entrare ma dovevano stare dietro tutti gli altri”.
Tanta confusione dunque. Ora c’è da capire se la promessa fatta si potesse realmente realizzare oppure se tutto ciò sia un disservizio da parte dell’istituto scolastico.
 
L’ordinanza in merito recita questo: “Possono essere iscritti i bambini che alla data del 31 dicembre 2014, abbiano compiuto il terzo anno di età o che non superino alla stessa data, il sesto anno di età. E’ prevista anche l’iscrizione dei bambini che compiranno tre anni entro il 31 gennaio 2015 – la loro ammissione, però, è subordinata all’esaurimento della lista d’attesa di tutti i bambini che abbiano compiuto 3 anni entro il 31 dicembre 2014”.
 
Sicura della sua posizione però, è sempre la signora Giordano, che ribadisce. “Secondo me non è stato fatto un buon controllo, come avrebbero dovuto fare, ma è stato lasciato tutto così. A seguito di un ricorso alcuni bambini sono riusciti ad entrare, stavano davanti a noi e questo è anche giusto. Il problema però è che non ci hanno avvertito subito. Se ci avessero detto tutto a settembre, anziché a fine novembre, ci saremmo potute organizzare. Una mamma ha anche rifiutato nido comunale dove avrebbe pagato di meno. A dicembre – afferma Valentina Giordano – è difficile trovare un asilo e quelli rimasti sono i più cari. Ci hanno buggerato per ben due volte, perché tra un mese sarebbero dovuti entrare in classe. Hanno sbagliato non verificando subito e non riuscendo a trovare una soluzione adeguata”.
 
Difficile stabilire chiaramente di chi sia la responsabilità ma il problema per questi bambini e queste mamme resta.
 
Edoardo Badassa
 
 
 

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