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Fiumicino, gas di scarico davanti all’asilo i genitori protestano

Pullman in sosta prolungata, col motore acceso, davanti alle finestre, rischio salute bambini e maestre


di Gianluca Zanella

Pullman del trasporto scolastico, col motore acceso, davanti alle finestre del plesso scolastico. A denunciare l’episodio, sono i genitori dell’asilo presso la scuola G.B. Grassi, in via del Serbatoio a Fiumicino, che ci hanno invitato sul posto, questa mattina.
Il problema riguarda i bambini dell’asilo, un problema che, se ignorato, potrebbe avere gravi ripercussioni sulla salute dei bambini e delle maestre.

Ad attenderci il signor Giampiero, papà di una bambina iscritta nel plesso, che ci ha portati in una traversa di via del Serbatoio, via Porto Santo Stefano, dove si affacciano sulla strada le finestre che danno direttamente nelle aule della scuola materna, edificio sotto la tutela del comune (La G.B. Grassi, al contrario, è un plesso statale, sebbene i due edifici siano comunicanti).
 
Giampiero ci ha fatto vedere dove parcheggiano i pullman del trasporto scolastico, che ogni giorno portano i piccoli alunni dalla scuola a casa e viceversa. “Il problema – ci ha spiegato – sono i gas di scarico dei pullman. Ogni giorno, attorno alle 13.00, i mezzi in attesa del suono della campanella, accendono i motori una mezzora prima dell’uscita dei bambini. I gas di scarico vanno a finire dritti nella aule dei nostri bambini, rendendo l’aria irrespirabile”.
Via Porto Santo Stefano è una strada larga, ma i pullman devono fermarsi proprio accanto alle finestre perché lì c’è il posto loro riservato.
 
“Abbiamo parlato con gli autisti – continua il signor Giampiero – ma loro non possono farci nulla, perché i pullman hanno bisogno di essere messi in moto per scaldarsi. Io e altri genitori siamo stati nella aule. A parte il rumore, che comunque è un notevole fattore di disturbo, sembra di stare in una camera a gas. Le maestre tengono le finestre chiuse, che faccia caldo o faccia freddo, ma la situazione non cambia, i gas di scarico si respirano ugualmente”.
 
Chiediamo a Giampiero se è stato fatto qualcosa, se lui o altri genitori abbiano provato a parlare con qualcuno. “Certo – ha risposto – abbiamo raccolto circa 80 firme e siamo andati a parlare con la preside. Lei ci ha detto che dovevamo andare presso gli uffici comunali. Ci siamo andati, ma ci hanno rimandato dalla preside. A questo punto siamo riusciti a parlare direttamente con l’assessore alla Scuola Paolo Calicchio, che ci ha assicurato che avrebbe preso in mano la questione. Questo a novembre, da quel momento nessuno ci ha più dato ascolto, né la preside, né il Comune”.
 
L’impressione di Giampiero e degli altri genitori è che la questione sia stata sottovalutata. La qualità dell’aria nelle aule dell’asilo rischia di inficiare la salute dei più piccoli. “Io lavoro all’aeroporto – ci dice il papà della bambina  – e vedo ogni giorno i nuovi pullman della ditta Schiaffini, che è la stessa che fa il trasporto scolastico, che sono euro 6. Una soluzione potrebbe essere quella di sostituire i mezzi, di utilizzare i pullman nuovi”.
 
Non ultimo poi il problema delle bidelle, che dovrebbero essere in quattro e invece sono soltanto due. Far fronte a quasi 100 bambini è impossibile e, nonostante gli sforzi, troppo spesso i piccoli tornano a casa sporchi dei loro bisogni che non sono riusciti a trattenere.
 
“Non si tratta di problemi insormontabili – concludono i genitori dei bambini – bisognerebbe soltanto avere la buona volontà di affrontare la questione, senza il bisogno di dover arrivare ogni volta alla denuncia delle problematiche attraverso la stampa, per smuovere chi di dovere a prendere seri provvedimenti”.
 
 
 
 

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