
A Focene anche una barca di circa 4 metri in vetroresina
di Umberto Serenelli
Le spiagge del litorale di Fiumicino invase dai rifiuti portati dalle piene dei fiumi che sfociano sui 24 chilometri di costa. Isola Sacra, Fiumicino e Focene in particolare sono state trasformate in una pattumiera dalle continue piene del Tevere e della Fossa Traianea.
È diventato impossibile passeggiare lungo gli arenili a causa dei giganteschi tronchi adagiati sulla battigia oppure sopra alle scogliere. Le onde hanno spalmato, a pochi passi dalla riva, tonnellate di immondizia e tra la tanta legna spiccano recipienti e tappi di plastica, cassette di polistirolo e non manca qualche siringa e tante canne di diverse dimensioni.
Chi si è avventurato tra il pattume lungo l’arenile tra Focene nord e Fregene sud, dopo il chiosco “40° all’ombra”, con stupore si è trovato davanti una barca abbandonata in vetroresina, di circa 4 metri, ridotta molto male dopo essere stata in balia dei flutti. Vicino al natante, prelevato probabilmente dal moto ondoso sul tratto costiero di Focene dove i pescatori dilettanti le ormeggiano in modo rudimentale, un contenitore utilizzato dalle aziende agricole di Maccarese per raccogliere e trasportare prodotti agricoli tipo carote oppure meloni o cocomeri.
Preoccupa l’avanzata del fenomeno erosivo che ha inghiottito più di 10 metri delle pregiate dune ricoperte dalla macchia mediterranea.
“Oltre a rimuovere i rifiuti davanti alla mia spiaggia attrezzata – afferma Antonio Quaranta, titolare del chiosco ’40° all’ombra’ – mi spingo a pulire gran parte dell’arenile libero attorno alla struttura. La lotta è comunque impari perché il canale di bonifica, che proviene dall’idrovora, riversa in mare tante porcherie”.
Il fai da te è di moda anche nel piazzale all’ombra del faro a Isola Sacra dove sulle dighe a protezione di via del Faro, in corrispondenza dello sbocco del Tevere, c’è una vasta gamma di sporcizia oltre a tanti grossi tronchi e a carcasse di elettrodomestici.
“Come ogni anno – precisa Armando Stampella, responsabile del porticciolo ‘Il faro’ – ci muniamo di pale, cariole e scope per togliere i detriti sulla strada, che il mare ha spinto oltre i frangionda, anche per dare sicurezza al traffico automobilistico”.






