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Concessioni demaniali ad uso abitativo, esplode la protesta delle associazioni: “La delibera resta sulla carta”

Nonostante la sospensione dei procedimenti approvata dal Comune, continuano ad arrivare richieste di pagamento per decine di migliaia di euro. Massimo Provinciali denuncia il silenzio degli uffici e l’incertezza che coinvolge centinaia di famiglie: “Intollerabile distanza tra le decisioni politiche e l’attività amministrativa”

 

di Fernanda De Nitto

 

 

Tornano a farsi sentire le Associazioni referenti la questione delle concessioni demaniali marittime ad uso abitativo, dopo l’approvazione, ad agosto, della delibera di indirizzo che ha disposto nelle more della definizione del quadro normativo e giurisprudenziale, la sospensione temporanea dei procedimenti amministrativi relativi alla determinazione statale.

 

 

I cittadini, ad oggi, privi di qualsiasi risposta concreta, attraverso il portavoce, Massimo Provinciali, hanno inviato una pec al Comune chiedendo chiarimenti rispetto all’attuazione della delibera.

 

 

“I nostri associati confidavano nel fatto che una volta approvata dalla Giunta e dal consiglio comunale la delibera di indirizzo fossero ormai sospese tutte le richieste di pagamento degli indennizzi per presunta occupazione sine titulo, che, invece, continuano a pervenire in forma poco coordinata e strutturata tecnicamente. Stanno arrivando, infatti, lettere che intimano al pagamento di decine di migliaia di euro, con osservazioni procedimentali prive di argomentazioni specifiche e calzanti, ma attestanti solo un generico rinvio ad una sentenza TAR, omettendo, invece, l’indicazione specifica dell’autorità e dei termini entro i quali proporre eventuale impugnazione, in spregio al disposto dell’art. 3, comma 4, della legge n, 241 del ’90” rimarca Massimo Provinciali.

 

“Nel nostro intento – prosegue – non abbiamo mai pensato di mettere in difficoltà l’amministrazione ma teniamo a ribadire che per interrompere la prescrizione è sufficiente un atto di costituzione in mora o di rivendicazione di un credito. Le lettere notificate sono, invece, in tutto e per tutto, intimazioni esecutive cui ci si può opporre solo in via giudiziaria. Se poi la prescrizione dei canoni fosse decennale, basterebbe intimare il pagamento solo per l’annualità che rischia di essere prescritta. Praticamente ad oggi gli uffici dell’amministrazione non hanno neanche fornito le indicazioni dell’autorità e dei termini cui proporre ricorso costringendo i cittadini ad attivare dispendiosi contenziosi, con il risultato che saranno i giudici a svolgere la funzione di ‘supplenti’ del Comune”.

 

“A questo si aggiunge l’assordante silenzio degli uffici a fronte delle istanze presentate per la categoria A, di cui alla delibera n. 173, volte al riconoscimento dell’estensione della durata della concessione al 31 dicembre 2033. Sono ormai passati mesi da quando gli interessati hanno presentato la documentazione richiesta, che da provvedimento doveva prevedere una nuova scadenza, di cui non c’è ancora traccia. Per le associazioni il quadro è piuttosto sconfortante, dato che il tema investe centinaia di famiglie che vagano nell’incertezza amministrativa, in una intollerabile divaricazione tra linea politica e attività burocratica dirigenziale” ha concluso Massimo Provinciali

 

 

 

 

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