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Autovelox Torrimpietra: due fenomeni inquietanti sulla vicenda delle multe

autoveloxaurelia“Relativamente alla ormai famigerata vicenda delle multe comminate dal Comune di Fiumicino per mezzo dell’autovelox posto in località Torrimpietra, stanno giungendo ultimamente al Com.Pat.Tor. informazioni

relative a due fenomeni che determinano profonda inquietudine – ha dichiarato Marco Dominici, Presidente Com.Pat.Tor. – ormai da qualche giorno, in qualità di presidente del suddetto comitato, ricevo notizie da parte di automobilisti che dichiarano di aver ricevuto multe pur andando ben al di sotto dei 40 km/h (rispetto ai 50 sanzionabili): verrebbe da dire, nulla di nuovo sotto il sole, sappiamo da tempo che la taratura dell’autovelox di Torrimpietra è sempre stata, diciamo così, ‘approssimativa’, ma da una parte pensavamo che con tutti i controlli partiti in seguito alle migliaia di segnalazioni e proteste avessero provveduto a sistemare la cosa se non altro per non incorrere in ulteriori vicende legali, dall’altra le ultime ‘segnalazioni’ sono veramente tali da tagliare la testa al toro: ci sono degli automobilisti in particolare due, due veri eroi che, pur sapendo che sarebbero andati incontro a sanzione certa, hanno percorso il tratto di strada con un apparecchio in grado di documentare la velocità, una specie di scatola nera. Il responso è stato: 5 volte percorso il tratto di strada tra 41 e 44 km/h, ben 4 volte, cioe’ l’80% dei casi, multa per superamento dei limiti di 50 km/h. Tutto ciò sta a significare – ribadisce Marco Dominici – che il Comune di Fiumicino non solo non ha alcuna intenzione di sanare il pregresso, ma persino continua imperterrito nella sua miscela di irregolarità anche per quanto riguarda il futuro, incurante del fatto che i tribunali di mezza Italia abbiano gli occhi puntati su questo assurdo caso! Naturalmente tutta questa dimostrazione, una specie di ‘incidente probatorio’, ai fini processuali, non verrà presa in considerazione, quindi nel momento stesso in cui la denunciamo, siamo costretti ad accantonarla, inviatando gli automobilisti ad ‘evitare’ simili inutili sacrifici”.
“Il secondo fenomeno che vale la pena di commentare va preso con beneficio di inventario – spiega Dominici – in quanto si tratta di voci pervenute da parte di persone che hanno assistito alle udienze per i ricorsi presso i Giudici di Pace. Sembra che questi, nell’emettere le loro sentenze, non tengano conto della documentazione video e fotografica attestante la totale e assoluta irregolarità nella segnaletica prima di febbraio 2010, in quanto possessori di una autocertificazione del Comune secondo la quale esso afferma che la segnaletica è da sempre regolare, completa e coerente: se questo fosse vero, e sottolineo il ‘se’, ci troveremmo di fronte a una condizione di falso ideologico, un reato gravissimo (‘…il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni; se la falsita’ concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso, la reclusione e’ da tre a dieci anni…’)”.
“Personalmente ritengo che sia abbastanza improbabile che il Comune di Fiumicino abbia avuto questa bella pensata – afferma Dominici – che avrebbe le gambe decisamente corte, la documentazione vera e inoppugnabile è sul web da anni! Quindi è possibile che io abbia ricevuto informazioni sbagliate, ma se qualcuno conosce qualcosa in più relativamente a questa situazione ed è in grado di dimostrarlo, lo condivida con tutti, per favore; sarebbe un’arma contro cui nemmeno un’amministazione scaltra come quella potrebbe difendersi!”
Conclude il Presidente del Com.Pat.Tor. riportando una sentenza della Cassazione, la 3701/11 “Vi consiglio di leggerla appena potete, che, pur nella lacunosa interpretabilità delle leggi italiane, sembra stringere ancora di più il cerchio contro le Amministrazioni della stessa tipologia di Fiumicino. L’ultima notazione è per la Pasqua che sta giungendo: che sia per tutti voi un periodo di pace e di serenità, con la speranza che combattendo e possibilmente vincendo, anche battaglie solo apparentemente piccole come questa, si possa un giorno migliorare il mondo in cui viviamo e soprattutto vivranno i nostri figli, che non devono pagare per le nostre debolezze”.

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