
Una serie di segnalazioni ha coinvolto diversi voli europei, anche da e per l’Italia. Nessun ordigno trovato durante i controlli.
Almeno 27 voli coinvolti, aerei scortati dai caccia militari e atterraggi in aeroporti diversi da quelli previsti. È il bilancio degli allarmi bomba scattati oggi, giovedì 5 novembre, nei cieli europei. Le segnalazioni hanno interessato diversi collegamenti, anche da e per l’Italia, oltre a voli che coinvolgono Francia, Bulgaria, Repubblica Ceca e Austria. Finora tutti i controlli effettuati hanno dato esito negativo.
Cosa è successo a Fiumicino e gli altri voli coinvolti
Uno dei primi allarmi ha riguardato un volo Finnair partito da Helsinki e diretto a Roma. L’aereo è atterrato regolarmente a Fiumicino intorno alle 9:30, scortato da due Eurofighter dell’Aeronautica Militare. Una volta a terra sono scattati i controlli degli artificieri della Polizia, che non hanno trovato esplosivi a bordo. Le operazioni non hanno avuto conseguenze sull’attività dell’aeroporto.
Un altro allarme è scattato su un Airbus A320 Aer Lingus partito da Dublino e diretto nella Capitale. Il volo, con 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, è stato dirottato nella base militare francese di Évreux, scortato da caccia francesi. La procura francese ha aperto un’indagine sul comandante, che avrebbe inizialmente rifiutato di atterrare nella base militare, preferendo uno scalo civile.
Tra i voli coinvolti anche un Airbus A321 della Wizz Air, decollato da Malpensa e diretto a Varsavia, che è stato fatto atterrare a Vienna per le verifiche di sicurezza.
Le email di minaccia e il riferimento al gruppo russo
A far scattare gli allarmi sono state alcune email minatorie, in parte scritte in italiano. Una di queste è arrivata ai dipendenti di Aeroporti di Roma e ad altre società che operano nello scalo di Fiumicino, facendo scattare l’allerta sui voli provenienti da Helsinki e Dublino.
Il messaggio porta la firma dei “Combattenti dello Stato maschile”, nome che richiama Muzhskoye Gosudarstvo, movimento russo ultranazionalista e misogino fondato da Vladislav Pozdnyakov e bandito in Russia. Al momento, però, non ci sono conferme su chi abbia realmente inviato le minacce.
“Noi combattenti dello stato maschile con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre“, si legge nel testo della mail. Poi l’avvertimento finale: “L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso“.
Le indagini e i possibili collegamenti tra gli allarmi
Non è la prima volta che si verificano episodi di questo tipo. Già nei giorni scorsi una decina di allarmi bomba, arrivati sempre via email, avevano interessato alcune rotte europee. In tutti quei casi le segnalazioni si erano poi rivelate false. Anche stavolta i controlli effettuati finora non hanno portato al ritrovamento di ordigni. Resta però da capire chi ci sia dietro le email e se gli episodi siano collegati tra loro.
Le autorità stanno cercando di ricostruire l’origine dei messaggi e non escludono che possa esserci un coordinamento a livello europeo. Nel frattempo è stato attivato anche il meccanismo dell’Unione europea per la condivisione delle informazioni sulla sicurezza aerea. Il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha chiarito che è ancora troppo presto per stabilire se le diverse minacce facciano parte di un’unica azione organizzata.






