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Abbandonato il “dolium” di epoca romana nello spazio espositivo davanti all’ex biglietteria dell’Autorità di Fiumicino

Nel degradato box sono presenti alcune anfore e un pannello con le rotte seguite dalle navi della Roma Imperiale

 

di Umberto Serenelli

 

Lo spazio espositivo davanti all’ex biglietteria dell’Autorità portuale di Fiumicino è abbandono. Il “dolium”, testimonianza che risale all’epoca romana di grosso valore storico-archeologico, è coperto da un fitto strato di polvere senza contare la sporcizia che rende opaco il vetro che circonda il box di piazzale Molinari.

 

 

Il reperto, alto 1,80 ed ha un diametro di circa 2 metri, è circondato un modellino di una “nave a dolia”, alcune anfore e un grosso pannello su cui tracciate rotte, porti e i punti dove ritrovati relitti sul fondale del mar Mediterraneo.

 

 

Il mini-museo venne allestito dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Area Metropolitana romana, dopo il ritrovamento del “dolium” finito nella rete a strascico del peschereccio “San Vincenzo”. Il recupero della giara, in grado di contenere 2mila litri di vino, venne fatto nel tratto di litorale antistante Santa Marinella, a una profondità di circa 100 metri, dove il motopesca della flotta di Fiumicino era impegnato in una giornata di lavoro.

 

 

Il suo eccessivo peso, visto che era pieno di fango, costrinse il capitano Gennaro Esposito a trascinarlo fino all’interno del porto-canale. Fu quindi vano il tentativo di sollevarlo sulla banchina perché stracciò la rete e finì sul fondale della Fossa Traianea.

 

 

Al pontone “Squalo” il compito di sollevarlo con l’ausilio dei sommozzatori i quali lo hanno prima imbragato e poi sollevato grazie a uno speciale gonfiabile. A bordo dello “Squalo” si è poi proceduto a svuotarlo dal fango al suo interno per essere inviato al restauro.

 

Fiumicino possiede un “gioiello” dall’elevato valore storico-archeologico ma non è riuscita a valorizzarlo perché l’esposizione resta troppo nascosta e difficile da raggiungere per i turisti. Appello dunque all’amministrazione a cui viene demandato il compito di valorizzare l’esposizione, dove conservato il mega-recipiente ovale, oppure trasferirlo nell’atrio della sede comunale, come per quello gemello rinvenuto nel 2013, sempre nel mare antistante il Comune costiero, che si trova in mostra nella Capitaneria di porto di viale di Traiano proprio davanti agli sportelli aperti al pubblico.

 

 

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