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Tra sapienza e intelligenza artificiale: l’uomo al centro

A Fiumicino la scuola di teologia “Sant’Ippolito” apre l’anno accademico riflettendo sulle nuove tecnologie. Il richiamo alla formazione etica, al pensiero critico e alla dignità della persona

 

 

di Dario Nottola

 

 

Sapienza e intelligenza artificiale. È il binomio al quale la scuola di teologia “Sant’Ippolito” di Fiumicino ha dedicato l’apertura dell’anno accademico 2026-2027. A parlarne nel salone della parrocchia di Santa Paola Frassinetti è intervenuto don Nicola Rotundo, teologo ed esperto nell’ambito della morale e dell’intelligenza artificiale.

 

L’incontro, moderato da Alessio Bruno Bedini, insegnante della scuola, è stato introdotto dal direttore don Giuseppe Carrabetta che ha posto il fondamento biblico e teologico del tema. Per il sacerdote “non esiste un’intelligenza artificiale etica che possa stabilire o insegnare i valori morale”. Esiste invece l’”uomo etico”, quello che “si lascia educare e orientare sul bene e sul male dalla Scienza e Sapienza Divina”. Nel suo saluto il sindaco di Fiumicino Mario Baccini ha evidenziato l’importanza della formazione sulle nuove tecnologie e sui cambiamenti che comportano nella società.

 

Don Rotundo ha offerto una breve storia dell’IA. Davanti a paure apocalittiche diffuse nelle ultime settimane, ha detto che “la tecnologia non va fermata ma governata”. Parlando in termini di sostenibilità sociale e ambientale, l’esperto ha ricordato che bisogna “vedere e pre-vedere cosa comporta una innovazione anche nel suo sviluppo successivo e nelle sue conseguenze storiche”.

 

Nelle differenze tra IA e intelligenza umana Rotundo indica la capacità dell’uomo di formare e di avere una coscienza. “Come ogni altra azione morale, le applicazioni dell’IA devono essere conformi alla dignità della persona umana, al suo compimento integrale, e, per questo, orientate alla verità e al bene”, ha sottolineato, ponendo la questione di una necessaria “formazione etica” che riguardi tutti.

 

Concludendo il vescovo Gianrico Ruzza ha parlato del contributo di Magnifica Humanitas nella comprensione delle sfide attuali. Con l’enciclica, ha detto, papa Leone XIV ci ricorda l’”importanza di conoscere la Dottrina sociale della Chiesa, per rimettere in funzione il pensiero critico con criteri che devono essere radicati nella Sapienza di Dio”. Alla fine dell’incontro il vescovo ha consegnato i diplomi alle persone che hanno concluso il triennio di formazione.

 

 

 

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