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Progetto S.T.Ar.T. Ostia, nuove tecnologie per tutela e fruizione del patrimonio archeologico di Fiumicino

Test avviati nel Parco archeologico di Ostia antica e in aree selezionate di Ostia e Fiumicino

 

di Dario Nottola

 

Nei siti archeologici di Fiumicino ed Ostia antica, innovative tecnologie sono la nuova frontiera per migliorarne la fruizione e per meglio preservare i beni archeologici presenti.

 

A tal proposito, sono già state testate, al momento limitatamente a tre aree archeologiche circoscritte a Fiumicino ed Ostia antica, con l’obiettivo, per l’appunto, di contribuire a forme e modelli sempre più efficaci per una migliore conservazione e gestione del patrimonio; ed ancora, sviluppare nuove modalità di fruizione e valorizzazione, come ad esempio i tour virtuali ed i contenuti digitali, per coinvolgere un pubblico di visitatori sempre più ampio. Tutto ciò grazie al progetto “S.T.Ar.T. Ostia – Soluzioni Tecnologiche per l’ARcheologia e il Territorio”, finanziato dalla Regione Lazio attraverso l’agenzia Lazio Innova, elaborato dal Parco archeologico di Ostia antica in partnership con il X Municipio di Roma Capitale ed il Comune di Fiumicino.

 

Il progetto ha coinvolto parte della Regio IV di Ostia antica, corrispondente alla Domus di Giove Fulminatore, il Ninfeo degli Eroti, la Domus dei Pesci, la Domus del Garofano e la Caupona del Pavone; l’edificio della cosiddetta “Capitaneria” di Porto sulla banchina orientale del Bacino di Claudio, a Fiumicino; la tomba n. 57 della Necropoli di Isola Sacra, a Fiumicino. Il fine è stato quello di avere una campionatura che fosse la più ampia possibile e quindi un elevato livello di replicabilità, nell’ottica di una progressiva e successiva estensione delle metodologie sperimentate all’intero patrimonio archeologico del Parco.

In campo, rilievi fotogrammetrici e laser scanner di tutti gli edifici interessati, funzionali all’elaborazione di progetti di restauro e di manutenzione programmata; il monitoraggio statico e microclimatico di alcuni degli edifici, per misurare variazioni di irraggiamento, temperatura, umidità e umidità relativa; indagini geologiche e diagnostiche, che hanno permesso di acquisire informazioni sulla natura del sedime e sulla presenza di eventuali manufatti archeologici sepolti, sulle caratteristiche e sullo stato di conservazione delle strutture e degli apparati decorativi ed, infine, sulle cause del degrado, in modo da mettere in campo adeguati strumenti di prevenzione.

Tutti questi dati sono confluiti nella piattaforma GIS del Parco, implementata, ed in un H-BIM – Heritage Building Information Modeling, che rappresenta certamente l’elemento più innovativo del progetto: consente, infatti, di inserire e gestire in modo dinamico, entro un unico sistema aperto e incrementabile, tutte le informazioni disponibili, registrandone nel tempo le variazioni e favorendo la collaborazione multidisciplinare tra i diversi specialisti coinvolti. I dati prodotti ed elaborati, principalmente a scopo conoscitivo e conservativo, hanno inoltre costituito la base per lo sviluppo di ricostruzioni in realtà virtuale, veicolate anche all’esterno del Parco archeologico.

In sintesi, il progetto mira al miglioramento della manutenzione programmata e alla predisposizione dei progetti dei lavori di restauro; per quanto riguarda la valorizzazione, alla realizzazione di contenuti digitali e alla loro diffusione all’interno e all’esterno del Parco; alla diminuzione dei tempi e dei costi della manutenzione e della progettazione ed al miglioramento e incremento della fruizione.

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