
Critiche e osservazioni di Avanti Fiumicino sulla decisione del Consiglio comunale
“Si è arrivati a definire ‘di rilevanza storica’ la delibera approvata in Consiglio comunale sulla riperimetrazione della Riserva naturale statale del Litorale Romano, atto preliminare e funzionale all’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino e alla realizzazione della quarta pista. Se questo è ciò che viene considerato ‘storico’, allora è doveroso dirlo chiaramente: si tratta di una pagina nera per il nostro territorio” lo dichiara Carlo Rosati, segretario di Avanti Fiumicino.
“Con questa scelta politica – prosegue – si apre consapevolmente la strada a una devastazione ambientale e sociale senza precedenti sull’intero litorale, sacrificando circa 150 ettari di area protetta sull’altare di interessi che nulla hanno a che vedere con il bene comune. Le cosiddette compensazioni ambientali annunciate appaiono del tutto irrisorie e prive di credibilità, mentre il fantomatico ‘saldo zero’ si rivela per ciò che è: uno slogan vuoto, buono solo per giustificare decisioni già prese altrove”.
“Colpisce, e preoccupa – rimarca Rosati – la totale assenza di una seria valutazione degli impatti ambientali, sociali ed economici di un’opera che segnerà in modo irreversibile il futuro del nostro territorio. Ancora una volta Fiumicino viene trattata come una terra di sacrificio, dove le esigenze delle comunità locali vengono sistematicamente subordinate a logiche estranee e imposte dall’alto”.
“Un’infrastruttura si può costruire, ampliare e persino dismettere. Un ecosistema, una riserva naturale, no – incalza il segretario di Avanti Fiumicino – Quando viene distrutto, non esistono opere di compensazione in grado di restituirlo”.
“Di fronte a tutto questo, un cambio di rotta non è più rinviabile. Le emergenze ambientali sono evidenti e quotidiane, mentre le promesse di una città verde ed ecosostenibile, tanto sbandierate in campagna elettorale, si sono rivelate per quello che erano: parole vuote, oggi sepolte tra i rifiuti che costeggiano le nostre strade e l’ipocrisia di una politica che ha smesso di ascoltare il proprio territorio” conclude Carlo Rosati






