
“I dati del referendum raccontano due realtà opposte e chiedono alla politica maggiore presenza sul territorio”
“Il recente esito del referendum sulla giustizia nel nostro Comune non può essere archiviato come una semplice statistica elettorale. I numeri, nella loro freddezza, tracciano una mappa politica ed emotiva del territorio che questa maggioranza ha il dovere di analizzare con estrema onestà intellettuale” lo afferma Massimiliano Graux – membro Federazione Provincia di Roma di Fdi.
L’analisi del voto: due città a confronto “I dati parlano chiaro – sostiene – a Fiumicino Paese, la media del voto si è attestata al 45,51% per il SÌ, contro un netto 54,48% per il NO. Una sconfitta che ha visto il fronte referendario del SI soccombere in tutti i seggi del centro. Ancora più emblematico è il ‘tracollo’ registrato in aree come Parco Leonardo, dove il distacco si fa ancora più pesante”.
“Eppure, sulla carta, Fiumicino è stata al centro di grandi progetti di sviluppo e crescita. Evidentemente qualcosa non è andato e non ha convinto i cittadini – rimarca Graux – che hanno risposto con un voto di sfiducia o di distacco, rispetto alle percentuali più alte della Provincia di Roma”.
Il ‘caso’ Fregene una fiducia che pesa come un fardello “In questo scenario, il dato di Fregene emerge in totale controtendenza, rappresentando una vera e propria anomalia politica – sottolinea – Qui il risultato è stato ribaltato: un forte 54,85% di SÌ contro il 45,15% di NO, con una vittoria schiacciante in tutti i seggi della località. Questo risultato deve far tremare i polsi alla politica. Fregene ha scelto di dare fiducia alla nostra linea nonostante negli ultimi tre anni abbia vissuto una stagione di profondo disinteresse amministrativo. Parliamo di un territorio che ha visto la chiusura definitiva dell’anagrafe di Via Loano e che quotidianamente combatte con strade ridotte a colabrodo e segnaletica fantasma”.
“Nonostante i disservizi, nonostante la sensazione di abbandono, i cittadini di Fregene ci hanno dato credito ancora una volta – evidenzia Graux – Ma sia chiaro: questa fiducia non è un assegno in bianco, è un fardello di responsabilità che la politica deve sentire tutto sulle proprie spalle”.
Oltre i social: metterci la faccia “Il voto ci dice che non basta lo ‘sviluppo sulla carta’ né una comunicazione patinata – ribadisce – L’autocritica è necessaria: non si può amministrare una città complessa come la nostra solo tramite i social network. È tempo di tornare a metterci la faccia, di girare fisicamente la città, di percorrere quelle strade che i cittadini percorrono ogni giorno. Dobbiamo tornare a parlare con le persone nei quartieri, ascoltare i loro disagi e farli sentire parte di una comunità, non semplici numeri o percentuali da consultare all’indomani di un’elezione”.
“La politica ha senso solo se resta umana. Se non saremo in grado di trasformare questo segnale in un cambio di marcia concreto, partendo proprio dal rispetto per chi ci ha dato fiducia nonostante tutto, avremo fallito la nostra missione principale: essere vicini ai cittadini” conclude Massimiliano Graux – membro Federazione Provincia di Roma di Fdi






