
L’associazione mette in relazione i due grandi progetti infrastrutturali e chiede un confronto pubblico su ambiente, salute e futuro del territorio
Porto crocieristico e quarta pista aeroportuale non sarebbero due progetti distinti, ma l’espressione di un unico modello di sviluppo ritenuto insostenibile per il territorio. È questa la posizione espressa dall’associazione I Tavoli del Porto in un comunicato diffuso in redazione, nel quale il comitato mette in relazione le due opere e ne evidenzia le criticità ambientali, sociali e sanitarie.
Il Comitato I Tavoli del Porto nasce come esperienza civica di informazione, confronto e partecipazione sui grandi progetti infrastrutturali che incidono profondamente sul territorio. L’impegno dell’associazione è orientato alla tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della vita dei cittadini, valori definiti come non negoziabili.
In questo contesto, il comitato esprime una posizione netta sulla realizzazione della quarta pista aeroportuale, un’opera che per dimensioni e conseguenze viene considerata del tutto paragonabile al porto crocieristico. Due interventi diversi solo in apparenza, ma accomunati – secondo l’associazione – dalla stessa natura e dalla stessa logica di fondo.
Entrambi i progetti vengono definiti come fortemente impattanti: consumo di suolo, compromissione degli ecosistemi, aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, sovraccarico della mobilità e delle infrastrutture. A questi effetti, si aggiungerebbero ricadute significative sulla salute delle persone, esposte a emissioni nocive, rumore e stress ambientale.
Secondo I Tavoli del Porto, sia il porto crocieristico sia la quarta pista risponderebbero a una logica “estrattiva e speculativa”, che considera il territorio come una risorsa da sfruttare senza una reale valutazione dei costi sociali, ambientali e sanitari. Una visione che, sempre secondo il comitato, privilegia interessi economici di breve periodo, spesso concentrati in poche mani, a discapito del benessere collettivo e delle generazioni future.
Nel comunicato vengono inoltre richiamate criticità tecniche legate alla quarta pista, già segnalate dal Comitato Fuoripista e da pareri autorevoli del settore dell’aviazione civile, che farebbero emergere dubbi sulle reali finalità dell’opera. Viene sottolineato anche il possibile legame tra la rimodulazione delle piste e dei coni di volo e il progetto del porto crocieristico, in relazione all’altezza delle navi previste.
Pur riconoscendo il ruolo economico dell’aeroporto per il territorio, l’associazione critica una gestione ritenuta sempre più lontana dall’interesse collettivo e segnata da un progressivo peggioramento della qualità del lavoro, caratterizzata da crescente precarietà.
Analoghe preoccupazioni vengono espresse sul turismo di massa e sul fenomeno dell’iperturismo legato alla Capitale, i cui costi ambientali e sociali – secondo il comitato – rischiano di ricadere in modo sproporzionato sul Comune di Fiumicino, comprimendo i diritti dei residenti alla salute, alla casa, alla mobilità e a una vita dignitosa.
Nel documento si contesta infine la narrazione delle due opere come interventi “inevitabili” per lo sviluppo, in assenza di un vero dibattito pubblico su quale sviluppo, per chi e a quale prezzo. Per I Tavoli del Porto non può esistere sviluppo se questo compromette in modo irreversibile la salute delle persone, l’ambiente e la vivibilità del territorio.
Da qui l’appello a unire le battaglie contro il porto crocieristico e contro la quarta pista, per aprire una discussione pubblica ampia e trasparente sul futuro di Fiumicino: piattaforma logistica al servizio della Capitale o città fondata su un’economia sostenibile, compatibile con la vocazione naturalistica del litorale alla foce del Tevere e capace di attrarre un turismo “lento” e rispettoso delle risorse ambientali e culturali.
La questione del porto crocieristico e della quarta pista aeroportuale continua a suscitare un ampio dibattito nel territorio di Fiumicino, toccando temi centrali come sviluppo, tutela ambientale, salute pubblica e qualità della vita.






