
Il consigliere comunale critica la gestione amministrativa della città: “Servizi in difficoltà, trasporti nel caos e strade dissestate. I cittadini chiedono risposte concrete, non continui scaricabarile”
Si accende nuovamente lo scontro politico a Fiumicino. Al centro della polemica la gestione amministrativa della città e le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale, Roberto Severini. A intervenire duramente è il consigliere comunale Paolo Calicchio, che contesta l’operato del sindaco Mario Baccini e della sua maggioranza, accusandoli di continuare ad attribuire alla precedente Amministrazione le responsabilità delle criticità ancora irrisolte.
“Più passa il tempo, più appare evidente lo smarrimento politico e amministrativo del sindaco Baccini e del presidente del Consiglio comunale Severini. Dopo quasi quattro anni di governo della città, continuano a guardare nello specchietto retrovisore e a parlare di chi c’era prima. Nel frattempo, però, Fiumicino resta ferma e i problemi dei cittadini aumentano”, dichiara Calicchio.
Secondo il consigliere, le ultime affermazioni di Severini rappresentano l’ennesimo tentativo di spostare l’attenzione dalle responsabilità dell’attuale maggioranza. “Dopo quasi quattro anni la domanda è molto semplice: quando inizierà finalmente l’Amministrazione Baccini ad assumersi la responsabilità di ciò che accade a Fiumicino? La politica dell’incolpare quelli di prima può funzionare nei primi tempi, ma al quarto anno rischia di diventare una vera e propria ammissione di incapacità”.
Calicchio passa quindi in rassegna quelle che considera le principali criticità del territorio, dai servizi sociali al trasporto pubblico locale e scolastico, fino alla manutenzione delle strade e alla gestione delle strutture pubbliche. “I servizi sociali sono allo stremo, il trasporto pubblico locale e scolastico è nel caos, tra corse insufficienti, ritardi e disservizi. Sulle scuole manca un progetto complessivo, tanto sul piano delle strutture quanto su quello dell’offerta formativa: non basta pitturare tre facciate. Lo sport e le associazioni vengono lasciati nell’incertezza e sulle strade, in alcuni punti, più che guidare servirebbe ormai un corso avanzato di slalom tra buche e avvallamenti”.
Il consigliere respinge inoltre le accuse rivolte alle precedenti amministrazioni, rivendicando il lavoro svolto e ricordando il giudizio espresso dagli elettori. “Noi abbiamo amministrato, fatto delle scelte, realizzato opere e servizi. Abbiamo anche pagato politicamente ciò che non siamo riusciti a completare, perché gli elettori ci hanno giudicato e hanno preferito credere alle false promesse di Baccini e della sua maggioranza. Oggi, però, a governare sono altri ed è arrivato il momento che accettino una regola elementare della democrazia: chi governa, oltre a decidere, deve rispondere dei risultati”.
Nel mirino di Calicchio finiscono anche le politiche economiche dell’Amministrazione e il ricorso a finanziamenti esterni per la realizzazione degli interventi annunciati. “Continuano ad agitare lo spettro dei debiti ereditati dal passato, ma per ogni nuovo intervento si guarda a risorse provenienti dall’esterno. Dalla sicurezza stradale al rifacimento di strade e marciapiedi, fino alle grandi opere raccontate alla città tra progetti faraonici, nuovi quartieri e collegamenti futuristici. Baccini e Severini sembrano pronti ad accendere altri mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, rischiando di indebitare ulteriormente i cittadini”.
Da qui la stoccata politica: “A Fiumicino siamo passati dall’amministrazione del fare all’amministrazione del chissà se faremo”.
Non manca un riferimento alle spese sostenute durante il mandato, sulle quali Calicchio chiede chiarimenti. “Se davvero non c’erano soldi, Baccini dovrebbe spiegare come sia stato possibile trovare già nel primo anno di mandato migliaia di euro per le luminarie natalizie, una vicenda per la quale potrebbero esserci sviluppi giudiziari, e per una struttura politica e amministrativa del terzo piano certamente non improntata all’austerità, tra super dirigenti e segretari”.
Per il consigliere, il rischio è quello di una crescente distanza tra le esigenze quotidiane della cittadinanza e le priorità della maggioranza. “Mentre continuano gli annunci, i cittadini di Fiumicino sono spettatori passivi del declino della città. Meriterebbero invece rispetto, trasparenza, attenzione, soluzioni concrete e soprattutto un’Amministrazione diversa da quella attuale”.
Infine, Calicchio chiude il suo intervento con un attacco diretto al primo cittadino e alle sue prospettive politiche future. “Altro che ricandidatura. Il sindaco Baccini prenda atto del suo fallimento e dalla quarta pista decolli verso altre destinazioni, lontane da Fiumicino, forse più consone al suo ruolo”.






