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La diversità non è una sottrazione di valore ma una eccedenza di bellezza

Il pino di Fiumicino come monumento vivente alla resilienza e alla dignità della diversità

 

 

Avete mai guardato il pino in questa foto? Questo pino sta a Fiumicino, accanto al Ponte 2 Giugno, è una lezione di vita a cielo aperto. Non è solo un albero “storto”.

 

Quel tronco che si piega e poi risale è l’unica cosa in quella strada che racconta una storia di coraggio. Quell’albero è il riflesso dei nostri concittadini con disabilità.

 

Spesso davanti alla diversità, lo sguardo scivola via. Cerchiamo di fuggire da quello che ci sembra uno “scherzo della natura” perché ci ricorda la nostra fragilità. Ma la verità è che quel pino, pur nella sua forma insolita, dà la stessa ombra, lo stesso ossigeno e molta più meraviglia di un albero dritto. Nella foto appare un forte contrasto tra la rigidità architettonica, dei cartelli di segnaletica stradale e la linea organica, imprevedibile dell’albero. L’albero ignora ogni idea di crescita verticale, creando un arco naturale che sfida la gravità.

 

Una strana e affascinante armonia in questo disordine urbano, questo pino non segue la normalità ha dovuto accettare una sfida, un evento che lo ha piegato e questa sua piega è l’unico elemento della foto che cattura e riempie di meraviglia. L’albero non si spezza ma si fa ponte arco e riparo. La diversità non è una sottrazione di valore ma una eccedenza di bellezza.

 

Come questo albero che non ha chiesto di essere diverso dagli altri alberi, che in linea retta vanno verso il cielo ha trasformato la sua fatica in una forma unica, insegnando che si può toccare il cielo anche partendo da terra dopo essere caduti.  La normalità rassicura, ma è la diversità che ci toglie il fiato e ci mostra quanto sia la forza di chi, nonostante tutto, decida ancora di fiorire. Questo monumento alla resilienza sta a Fiumicino, città dove la realtà quotidiana per le persone disabili è fatta di barriere.

 

Si questo Pino è una metafora vivente di Fiumicino: mentre le istituzioni e la burocrazia rimangono ingessata da inchieste giudiziarie e cambi al vertice, la forza del singolo, (sia esso albero o persona con dusabilitá), continua a cercare la luce spesso da sola. La mancanza di mobilità accessibile, il caos gestionale dei servizi sociali dimostrano come la normalità burocratica fallisca dove la fragilità richiederebbe più attenzione.

 

É pur vero che se il nostro tessuto sociale rimarrà indifferente, nessun Sindaco potrà mai imporre il rispetto con un decreto se noi, come comunità, non impariamo a guardare, se non capiamo che una persona con disabilità non è qualcuno da “assistere” con fastidio, ma una risorsa speciale che, proprio come quel pino, ha sviluppato una forza e una prospettiva che a noi mancano.

 

La prossima volta che passate davanti a quell’albero, fermatevi. Non guardate quanto è storto, guardate quanto è stato capace di restare in piedi nonostante tutto.

 

Una società che non sa includere il “diverso” è una società che sta soffocando se stessa. Iniziamo a cambiare lo sguardo, per rendere Fiumicino un posto dove non servano “regole” per essere umani, ma solo la consapevolezza che ogni curva è testimone di tanta forza di volontà e un’inventiva che difficilmente si può immaginare.

 

Lettera inviata da: Giulia B.

Invia la tua lettera a: info@fiumicino-online.it

 

 

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