
Il collettivo spiega le ragioni dell’iniziativa e comunica che sui loro canali social verranno pubblicati nei prossimi giorni approfondimenti su diverse tematiche
Dopo i biglietti colorati comparsi nella mattinata dell’8 marzo sui muri e sui pali della luce di diverse località del litorale – tra cui Ostia e diverse località del Comune di Fiumicino – il collettivo FemminileUniversale, ha rivendicato il gesto, spiegandone il significato e le motivazioni legate al messaggio “Non c’è Stato, più niente da dire”. Di seguito il testo diffuso dal collettivo.

“Gli assorbenti sono beni di lusso, ma anche l’Iva sui pannolini per neonati torna al 10%. Il consenso va trasformandosi in dissenso nelle aule di tribunale (e prima ancora del Parlamento), mettendo le donne nella condizione di dover dimostrare di aver urlato, di avere detto abbastanza esplicitamente di non avere voglia di essere violentate. In Europa è a rischio addirittura l’aborto sicuro. Il 76% del lavoro di cura in Italia, un macigno in termini di soldi, è a carico delle donne. E lo svolgono in maniera non retribuita. L’Italia è ultima in Europa per emancipazione economica femminile. Dal PNRR sono spariti i soldi per gli asili nido. Il congedo parentale paritario lo hanno congedato (malamente). I consultori vengono smantellati piano. E in silenzio. Gli obiettori di coscienza permeano tutti i luoghi di potere e rendono difficile esercitare i nostri diritti alla salute riproduttiva. E qui da noi le mozioni che riguardano le donne arrivano in consiglio dopo la Giornata Internazionale in favore dei diritti delle donne.”

In cambio però quintali di auguri. Come se fosse la Giornata Internazionale delle api in pericolo. O delle minoranze linguistiche da tutelare. Peccato che le donne siano la popolazione più numerosa del pianeta. E la più gravata dalla fatica di fare acrobazie per portare avanti la società. E la più fragile, la più esposta e la più in pericolo quando c’è da cedere terreno sul campo dei diritti.”

“Visti i tempi – prosegue la nota del collettivo – era troppo difficile continuare a spargere bellezza attraverso citazioni, studi, cultura e approfondimenti attraverso bigliettini colorati e scotch biocompatibile come gli scorsi anni (https://www.facebook.com/share/p/1EwtxAeJT3/). Sul territorio le ragazze continuano a non sapere abbastanza di sesso e i ragazzi troppo poco di consenso. In Italia continuiamo a morire. Dappertutto si continua a scambiare il femminicidio con l’omicidio. Nessuno fa progetti seri, basati su studi approfonditi, calati sui territori. Continuiamo a morire ma la colpa non è nostra: Non c’è Stato.Più niente da dire.”
“Queste le parole delle donne di FemminileUniversale che potete seguire su Facebook e su Instagram dove nei prossimi giorni troverete degli approfondimenti per ogni argomento con il loro #2026: #25novembretuttolanno”, conclude la nota.






