
Il comandante Gabriele Nastasi manifesta la sua soddisfazione per lo stop all’importazione delle pregiate calzature
di Umberto Serenelli
Stop al traffico illegale per le pelli di rettile all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Al termine di una complessa operazione, i finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in stretta collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dell’Ufficio Lazio 2, hanno bloccato un consistente traffico illecito di calzature realizzate in pelle pregiata.
Il materiale importato, proveniente dai mercati esteri di Messico e Stati Uniti, contenevano prodotti in pellame di rettili protetti, che le società importatrici del centro-sud dell’Italia dichiaravano slealmente come comuni “stivali da equitazione” per eludere i controlli doganali e spacciandole come prodotti resi.
Gli inquirenti hanno proceduto a ispezionare dei colli apparsi sospetti a tal punto da rinvenire numerose paia di calzature realizzate con la pelle di coccodrillo e di pitone, classificati specie animali minacciate di estinzione e sono rigorosamente tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES), sottoscritta da 180 Paesi.
Le indagini hanno consentito di far luce sulle dichiarazioni doganali “corrette” dagli interessati per nascondere la reale natura della merce con cui rendere poi possibile dribblare i rigidi vincoli collegati alle normative internazionali. Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e condotte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino, insieme al personale dell’ADM, hanno infatti svelato un collaudato sistema di import-export, finalizzato all’approvvigionamento di pelli grezze e lavorate destinate al mercato dell’alta moda.
Un supplemento di indagini a cui hanno fatto seguito delle successive perquisizioni, all’interno dei laboratori di alcune società coinvolte, ha portato al sequestro di ulteriori pelli lavorate di coccodrillo (Crocodylia), Tegu Rosso (Salvator Rufescens), pitone (Pythonidae) e stivali modello cowboy in pelle di varano (Varanus), tutti privi della documentazione di importazione.
È stato stimato a oltre 150mila euro il valore del materiale sottoposto a sequestro che si inquadra nel più ampio dispositivo di contrasto al commercio illegale di flora e fauna selvatica. L’obiettivo è duplice e cioè proteggere la biodiversità oltre a colpire i profitti illeciti di un mercato che alimenta la criminalità. Al tempo stesso, tutelare quelle società che rispettano le regole nel campo della moda.
“Questa attività di servizio dimostra che la nostra attenzione contro il traffico di specie protette resta altissima – afferma il colonnello Gabriele Nastasi, comandante del Gruppo della Guardia di Finanza dell’Aeroporto – È un obiettivo strategico che perseguiamo con determinazione, anche grazie alla perfetta collaborazione con la Dogana e le Istituzioni aeroportuali: solo agendo in modo sinergico possiamo garantire un presidio di legalità davvero efficace e scoraggiare il commercio illegale”.






