
Villani:”La vegetazione è fondamentale per l’equilibrio della duna”
“Sono trascorsi dieci anni da quando ampi tratti del litorale di Focene sono stati assegnati in gestione a vari soggetti al fine di offrire servizi alla balneazione. In questi dieci anni però la presenza delle strutture balneari ha in alcuni casi modificato sostanzialmente l’area demaniale in concessione” a denunciarlo è il Presidente WWF Litorale Romano, Maria Gabriella Villani.
“Il litorale di Focene – spiega Villani – si estende da Mare Nostrum a Nord, alla spiaggia di Coccia di Morto a Sud, per una lunghezza di oltre 3 km, considerando solo la parte antistante l’abitato, escludendo le aree a nord e a Sud che fanno parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano. L’abitato di Focene, pur essendo un’area fortemente urbanizzata, con edifici nelle immediate adiacenze della costa, nel 2001 presentava circa 1 km di litorale con naturalità medio alta e circa 900 metri di costa con naturalità medio bassa. Questi dati sono tratti da uno studio del 2001 del WWF Lazio, eseguito dalla Cooperativa Pineto 2000, che censì in modo dettagliato le caratteristiche naturali della fascia costiera di tutto il Comune di Fiumicino”.
“Cosa è accaduto in questi dieci anni? La presenza dei chioschi è stata spesso la principale causa di scomparsa del patrimonio naturale delle dune costiere – ha evidenziato il Presidente WWF Litorale Romano – infatti le strutture si sono allargate oltre il dovuto senza nessuna cura per la conservazione del patrimonio naturale, anzi spianando con grande disinvoltura per avere nuovi spazi di servizio o per realizzare campetti da beach tennis o beach volley, Il fronte delle dune si è ridotto di oltre 300 metri ma la cosa più grave è che la spazio occupato dalla vegetazione dunale si è ridotto di circa il 40%”.
“Ricordiamo che la vegetazione è fondamentale per l’equilibrio della duna – ribadisce Villani – provvedendo con le radici ad imbrigliarla e consolidarla. Senza copertura vegetale la duna scompare volatilizzata dal vento. Le dune costituiscono un serbatoio di sabbia ed un ostacolo fondamentale contro l’erosione dei litorali e sono una barriera naturale a difesa dai venti salmastri. L’azione di spianamento dei mezzi meccanici inoltre, oltre a causare la distruzione della vegetazione, fa si che la spiaggia così appiattita sia maggiormente soggetta all’ingressione marina e quindi all’erosione. Anche il calpestio produce danni, per non parlare dei gravissimi danni prodotti dal passaggio dei fuori strada come purtroppo avviene nella zona antistante l’oasi WWF di Macchiagrande”.
“E’ arrivato il momento di arrestare questo degrado e di cambiare modo di gestire il patrimonio pubblico. Il WWF Litorale Romano, insieme ad un gruppo di cittadini di Focene, intende proporre alla pubblica amministrazione modalità e strumenti per la tutela della duna esistente ed il ripristino ove possibile di quella persa” ha concluso il Presidente WWF Litorale Romano, Maria Gabriella Villani.






