
Operazione congiunta tra Guardia Costiera e Marevivo.
di Dario Nottola
Rimossi 150 metri di rete da pesca, posizionata illegalmente nelle acque del Tevere, vicino alla foce, e trasformata in una trappola per la fauna ittica. È questo lo scenario al centro dell’operazione di recupero condotta grazie alla sinergia tra la Guardia Costiera di Fiumicino e la Fondazione Marevivo.
L’intervento ha consentito di rimuovere una lunga rete da posta, individuata a nord dell’Isola di Tor Boacciana, tra Ostia e Fiumicino, in un tratto del fiume particolarmente frequentato dalle unità navali in transito da e verso i numerosi cantieri nautici presenti nell’area. Oltre ai due mezzi navali della Guardia Costiera capitolina, a rendere possibile il recupero dell’attrezzatura è stato l’impiego di un pontone della ditta Dragsub, sul quale era installata una gru utilizzata per sollevare e riportare in superficie i circa 150 metri di rete.
Un’operazione tecnica che ha permesso di eliminare una presenza insidiosa, capace di compromettere tanto la sicurezza della navigazione quanto l’equilibrio dell’ecosistema fluviale. Oltre al rischio per le imbarcazioni, la rete rappresentava una minaccia costante per gli organismi acquatici. Le “reti fantasma”, infatti, sono attrezzi da pesca persi, abbandonati o collocati illegalmente che continuano per lungo tempo a catturare pesce e altri organismi anche in assenza di qualsiasi attività umana.
“Si tratta di una trappola silenziosa e persistente, capace di provocare la morte degli animali inutilmente catturati e di alimentare un impatto ambientale che può protrarsi nel tempo. La sua rimozione ha quindi rappresentato un intervento concreto a favore della biodiversità e della salvaguardia della fauna ittica che popola il Tevere”, viene sottolineato.










