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Fiumicino, caso Battaglia: Unione Inquilini annuncia l’inserimento nella graduatoria per l’emergenza abitativa

L’associazione: “Dopo sei anni arriva un primo risultato, ora serve una soluzione stabile”. Chiesti al Comune chiarimenti sulla gestione delle sistemazioni temporanee

 

 

Massimo Battaglia sarà inserito nella graduatoria delle situazioni di emergenza abitativa ai fini dell’assegnazione nella quota di riserva del 25% degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. A comunicarlo è Unione Inquilini Fiumicino, che rende noto il provvedimento adottato dal Comune il 29 settembre e parla di un “primo risultato” dopo mesi di iniziative sindacali e amministrative.

 

 

Secondo quanto riferisce l’associazione, il riconoscimento sarebbe arrivato dopo una serie di passaggi iniziati con un’opposizione presentata il 24 luglio, seguita da una richiesta di riesame e da una diffida datata 17 settembre.

 

 

Per Unione Inquilini, tuttavia, l’inserimento nella graduatoria non rappresenta ancora la conclusione della vicenda. “Ora serve la casa”, sostiene l’associazione, chiedendo che alla posizione riconosciuta nell’ambito dell’emergenza abitativa segua una soluzione stabile.

 

 

Nel ricostruire il caso, Unione Inquilini afferma che Battaglia sarebbe stato seguito dal Comune dal 2020 attraverso una forma di assistenza alloggiativa. Sempre secondo quanto dichiarato dall’associazione, l’amministrazione avrebbe sostenuto una spesa di circa 700 euro al mese per una sistemazione di circa 25 metri quadrati ricavata all’interno di un garage.

 

 

L’associazione sostiene inoltre che, durante quel periodo, Battaglia non avrebbe ricevuto copia dei contratti relativi alla sistemazione e non avrebbe potuto ottenere la residenza. Unione Inquilini contesta soprattutto l’assenza, a suo giudizio, di un percorso capace di condurre a una soluzione abitativa definitiva.

 

 

La situazione sarebbe precipitata nel giugno 2026 con uno sfratto. Secondo la ricostruzione dell’organizzazione sindacale, dopo sei anni di presa in carico non sarebbe stata ancora individuata un’alternativa stabile e Battaglia avrebbe rischiato di rimanere senza un alloggio. Solo dopo una mobilitazione pubblica, riferisce ancora Unione Inquilini, sarebbe stata trovata una nuova sistemazione temporanea.

 

 

Partendo da questa vicenda, l’associazione allarga ora il confronto alle politiche abitative del Comune di Fiumicino e chiede all’amministrazione di fornire dati sulla gestione delle emergenze.

 

 

“Perché sono serviti sei anni di assistenza precaria, uno sfratto e mesi di battaglia per arrivare a riconoscere una situazione di emergenza abitativa?” domanda Unione Inquilini. L’associazione chiede inoltre di sapere “quante altre situazioni simili esistono oggi a Fiumicino“.

 

 

Tra le informazioni richieste ci sono il numero delle persone attualmente in assistenza alloggiativa, la spesa sostenuta annualmente dal Comune per B&B, strutture ricettive e altre sistemazioni temporanee, le tipologie contrattuali utilizzate, la durata media delle permanenze e il numero dei percorsi che si concludono con l’assegnazione di una casa stabile.

 

 

“Non è accettabile che l’emergenza diventi un sistema permanente”, afferma l’associazione, che collega il caso Battaglia a una questione più generale legata all’aumento delle difficoltà abitative nelle città italiane ed europee.

 

 

Per Unione Inquilini, il provvedimento del 29 settembre rappresenta dunque un passaggio positivo ma non sufficiente. L’organizzazione chiede al Comune di Fiumicino una “svolta nelle politiche abitative”, puntando, nelle parole dell’associazione, su “meno precarietà finanziata per anni e più soluzioni strutturali”.

 

 

 

 

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