
Per qualcuno sarà veramente dura mettere in soffitta dei veri e propri “capolavori”
di Erica Fasano
Come ogni anno arriva il giorno dell’Epifania che mette ufficialmente fine all’atmosfera natalizia perchè si sa, ogni festa porta via. E così tra cioccolate, caramelle e calze con il carbone, c’è chi si prepara per ricominciare gli studi, il lavoro o chi semplicemente approfitta dell’ultimo giorno di calma per mettere via gli addobbi e le lucette.
Ma per qualcuno sarà veramente dura mettere in soffitta dei veri e propri “capolavori”. Tra i tanti presepi e alberi natalizi, quest’anno Fiumicino ha visto due talenti spiccare tra tutti per la loro eccezionale creatività.
IL “TIBER TREE” DI ELEONORA
Eleonora Lupino, futuro architetto, impegnata sul territorio da tempo e da sempre attenta all’ambiente, questo Natale è stata tra i protagonisti vincitori di un contest social sul gruppo Facebook “Sei di Fiumicino se” per aver realizzato il miglior albero di Natale.
“Il nome che ho dato al mio albero di Natale è TiberTree – spiega Eleonora, che sorride entusiasta nelle foto, soddisfatta della sua creazione totalmente plasticfree – La mia idea nasce dalla combinazione di due eventi, uno dei quali l’aver partecipato alle giornate di pulizia del Comitato RiaccendiamoilFaro lo scorso anno. È proprio lì che mi sono resa conto dell’enorme quantità di materiali che il Tevere (che attraversa ben 4 regioni italiane) riversa in mare, tra cui un’impressionante quantità di legname.”
“Purtroppo un territorio che si trova alla foce di un fiume grande e importante come il Tevere deve scontrarsi con questi problemi che forse possono e devono in parte trasformarsi in opportunità. E qui ho iniziato a chiedermi come poter creare una risorsa da un rifiuto. Ma la risposta vera e propria arrivò tempo dopo quando a casa si presentò la necessità di dover ricomprare l’albero di Natale perché quello precedente in plastica si era rotto” commenta Eleonora, capelli scurissimi e un gran dolce sorriso, che dalla sua intuizione ne è nata una nuova e interessante realtà.
“E così è nato TiberTree, alto circa 2.20 mt. Volevo che fosse un oggetto naturale, smontabile, riutilizzabile e i cui pezzi fossero facilmente sostituibili a costo zero ( teoricamente i pezzi sono sostituibili all’infinito) e soprattutto che non avesse impatto sull’ambiente sia a inizio vita (perché è materiale di recupero) che a fine vita (perché è completamente riciclabile).” Il megaspiedino, come lei stessa lo definisce, è costituito da una stecca di ferro, una base e da legni recuperati, lavati e lavorati.
Un lavoro certosino, che dura tutto l’anno. “Vado a raccogliere la legna, la seleziono, la lavo, la pulisco, la misuro, la taglio, la buco, la scartavetro, la ripulisco e infine l’assemblo. Il legno generalmente è già abbastanza levigato e leggero e la salinità dell’acqua di mare con cui è stato a contatto tende a conservarlo più a lungo – spiega Eleonora – ho volontariamente deciso di non trattare i legni con prodotti chimici perché a fine vita l’albero non deve rilasciare sostanze chimiche ( nocive ) nell’ambiente. Ci vuole tanto lavoro che però non mi pesa perché mi piace creare e costruire; ho imparato ad utilizzare la sega circolare, a cambiare le punte al trapano e ad usare le macchine per scartavetrare (a volte è capitato che mi scartavetrassi anche unghie e polpastrelli)”.
Un successo inaspettato data la sua particolarità, nato soprattutto sui social dove le foto condivise hanno riscosso numerosi likes e commenti di approvazione. Ed è proprio su Facebook che Eleonora ha deciso di creare la pagina “Tiber Tree”, dove è possibile curiosare tra le sue creazioni “Per ora sono davvero soddisfatta che i TiberTree abbiano avuto così tanto inaspettato successo, sia per la bellezza estetica ottenuta che per l’etica e il messaggio che vogliono trasmettere, ovvero che attraverso un atteggiamento propositivo e attivo possiamo e dobbiamo trasformare i problemi in opportunità, senza dimenticare che riusando, recuperando e riciclando le cose possono venire belle ugualmente. Per il momento ho comprato il materiale di contorno come ferro, sacchi di iuta (per il confezionamento) e legno (per la base) ma l’obiettivo è arrivare a far si che tutti i materiali siano di recupero e riciclati al 100% . “
E se l’Epifania segna la data in cui alberi e presepi tornano in soffitta, per Eleonora il progetto proseguirà anche nei prossimi mesi, dove continuerà a raccogliere e lavorare il materiale restituito dal mare. “L’ idea per il prossimo anno è quella di contattare artigiani locali di Fiumicino per offrire un pacchetto contente oltre al TiberTree anche decorazioni fatte a mano da loro, con materiali riciclati per valorizzare ulteriormente le capacità delle persone del nostro territorio. Ovviamente ci tengo a specificare che suddette decorazioni natalizie dovranno rispondere a specifici requisiti come quello di essere di design, fatte a mano (preferibilmente con materiali riciclati e di recupero) ed essere riciclabili totalmente .”
QUANDO UN PRESEPE DIVENTA UN’OPERA D’ARTE: LA STORIA DI CARLO
Quest’anno, grazie alle condivisioni sui social, Fiumicino ha scoperto un presepe davvero unico, fatto di compensato e vinavil, curato nei minimi dettagli e progettato molti mesi prima del periodo natalizio.
Carlo, salernitano d’origine e fiumicinese d’adozione, da decenni nel giardino di casa, ricostruisce una vera e propria Betlemme moderna in miniatura. Dalle casette in legno, ai panni stesi fatti di stoffa, alla neve fatta con la calce o la farina: con i suoi 83 anni e un’energia da vendere, Carlo racconta che il suo piccolo grande gioiello natalizio è frutto di un lavoro che inizia sin da agosto.
“La mia è sempre stata una passione – commenta mentre ci mostra fiero i pezzi unici del suo presepe, alto più di un metro, che tra le tante particolarità ha addirittura un mercatino fatto con dei fagioli, una cascata con acqua vera, ed una piccola chiesa fedelmente ricostruita – curo ogni particolare con amore e dedizione. A parte i personaggi che sono comprati, il resto è tutto frutto della mia fantasia. Qui dietro casa ho un laboratorio dove quando non costruisco accessori per il presepe, mi diverto a creare pezzi unici come vasi decorati con conchiglie o riproduzioni di navi”.
A renderlo noto sul web è la nipote Noemi, che definisce questo presepe “un tesoro di famiglia”. “Mio nonno non si considera per niente un professionista, la sua è una passione che generalmente condividiamo solo con gli amici più stretti – commenta con emozione la ragazza – quest’anno ho deciso di mostrarlo al mondo semplicemente per condividere con la più grande passione di una persona che considero FONDAMENTALE. Un uomo che, col gelo, passa le giornate con martello e trapano. Cercate di rispettare gli hobby altrui, perché spesso rendono davvero felici.”
Non ci resta quindi che aspettare il prossimo anno, curiosi di conoscere cosa avranno in serbo per noi i nostri artisti!

















