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Lazio zona rossa, le indicazioni del vescovo Gino Reali per le celebrazioni religiose

“Pur separati nelle nostre comunità ci ritroveremo uniti nella preghiera e l’attenzione alle indicazioni date ci permetterà di vivere quella vera e profonda comunione della Pasqua del Signore”


Con l’entrata in vigore della zona rossa nel Lazio (leggi qui), Gino Reali, Vescovo della Diocesi di Porto e Santa Rufina, che racchiude anche il comune di Fiumicino, ha deciso di rinviare l’incontro dei Sacerdoti previsto per martedì 16 marzo e raccomandato di “fare molta attenzione sugli assembramenti nelle celebrazioni liturgiche, nelle attività oratoriali e nella catechesi, per la quale sono state già delle indicazioni”.

Poco prima della decisione del Governo che modifica l’impegno delle Regioni nel contrasto alla pandemia dal lunedì 15 marzo al martedì 6 aprile, aveva ufficializzato ieri 13 marzo la sua “Lettera sulla Pasqua”, dove, tra l’altro, “si richiama anzitutto la possibilità della presenza alle celebrazioni dei fedeli, che è la grande differenza dallo scorso anno, nel rispetto dei decreti governativi riguardanti gli spostamenti sul territorio e delle misure precauzionali”. 

Tra le raccomandazioni, nel fissare l’ora della celebrazione si “deve tener conto scrupolosamente della normativa liturgica e di quella relativa alla chiesa ove si celebra come anche della presenza del regime di coprifuoco”; ed ancora “non è pensabile alla ripetizione delle Messe proprie della Settimana Santa nell’arco della stessa giornata; anche per questo, essendoci comunque limitazioni di posti nelle chiese, la Nota CEI parla della possibilità di ricorrere all’uso dei social media: “solo dove strettamente necessario o realmente utile, si favorisca l’uso dei social media per la partecipazione”; si ricorda che l’eventuale ripresa in streaming delle celebrazioni sia in diretta e mai in differita e venga particolarmente curata nel rispetto della dignità del rito liturgico”.

Da ultimo la Nota chiede “di facilitare e privilegiare la diffusione mediatica delle celebrazioni presiedute dal Vescovo, incoraggiando i fedeli impossibilitati a frequentare la propria chiesa a seguire le celebrazioni diocesane come segno di unità“, che, a livello universale, viene proposta dalle celebrazioni presiedute dal Santo Padre e trasmesse dai media della CEI – a partire da Tv2000 e dal Circuito radiofonico InBlu”. la Nota CEI pone queste indicazioni:

1. Per la Domenica delle Palme: la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale Romano. Si evitino assembramenti dei fedeli; i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami. Dove si ritiene opportuno si utilizzi la terza forma del Messale Romano, che commemora in maniera più semplice l’ingresso del Signore in Gerusalemme.

2. La Messa crismale sarà celebrata in Cattedrale, Mercoledì santo, 31 marzo, alle ore 17.

3. Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione, senza particolari addobbi, in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia.

4. Il Venerdì Santo, riprendo l’indicazione del Messale Romano a proposito della preghiera universale (cfr “In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12). Così chiedo sia formulata la mia intenzione di preghiera: “per chi si trova in situazione di smarrimento a causa della malattia, della solitudine e della povertà; per i giovani perché abbiano forti motivi di speranza; per i malati colpiti da Covid-19 e per le loro famiglie; per i defunti, siano accompagnati dalla preghiera di suffragio del popolo del Risorto“. L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione.

5.  La Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con il coprifuoco.

Le indicazioni date sono estese a seminari, collegi sacerdotali, monasteri e comunità religiose.

“Pur separati nelle nostre comunità ci ritroveremo uniti nella preghiera e l’attenzione alle indicazioni date ci permetterà di vivere quella vera e profonda comunione della Pasqua del Signore – conclude Reali – Carissimi, accogliete con il mio ringraziamento l’augurio di Buona Pasqua che vi prego di estendere alle vostre comunità. Vi chiedo di pregare per me mentre vi assicuro la mia preghiera e la benedizione del Signore su tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle, figli e figlie della santa Chiesa Portuense”

 

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