
Inaugurato il nuovo capanno per birdwatching ‘Aves ostienses’
di Dario Nottola
Coniugare la millenaria memoria storica di uno dei siti archeologici più importanti al mondo con la tutela e la valorizzazione di un ecosistema naturale unico. Un intento reso possibile dal nuovo capanno per il birdwatching “Aves ostienses”, collocato su via della Foce, inaugurato nel parco Archeologico di Ostia Antica grazie a una convenzione, di durata triennale, siglata tra il Parco Archeologico di Ostia Antica, con il Direttore Alessandro D’Alessio, e la Lipu/BirdLife Italia con il Presidente Alessandro Polinori.
La presenza del nuovo capanno mira a valorizzare il patrimonio naturale all’interno degli Scavi, promuovere l’integrazione didattica e turistica tra biodiversità e storia, ed attivare una stretta sinergia con la vicina Oasi Lipu Chm Ostia.
Il capanno rappresenta una finestra sulla natura degli Scavi. Fulcro operativo di questa sinergia sarà l’area di via della Foce, dove il Parco ha affidato alla Lipu la gestione tecnica e operativa di un’area comprendente, oltre al nuovo capanno per il birdwatching, l’uso della limitrofa “Casetta del Custode n. 4, che agirà come struttura tecnica. Il Parco diventa così un laboratorio a cielo aperto per l’outdoor education e il turismo sostenibile.
Sono previste visite guidate tematiche di “archeo-natura” e sessioni di birdwatching a cura del Gruppo Birdwatchers della Delegazione Lipu Ostia, oltre alla progettazione di una nuova pannellistica didattica per illustrare ai visitatori l’ecosistema del sito.
“Il Parco archeologico di Ostia antica – dichiara D’Alessio – è non solo un parco archeologico appunto, uno dei più grandi d’Europa, ma anche, e per certi versi, specialmente un comparto naturalistico e un distretto di biodiversità di primaria importanza”.
“La firma di questa convenzione – dichiara Polinori – rappresenta un momento di grande orgoglio per la Lipu, radicata in questo territorio con la sua Delegazione di Ostia fin dal 1981. Integrando archeologia e natura, l’area birdwatching di via della Foce, con il suo capanno ‘Aves ostienses’, diventerà un punto di osservazione privilegiato per scoprire una biodiversità inaspettata, creando un ponte ideale con l’eccellenza scientifica e didattica della nostra vicina Oasi del Chm”.
L’obiettivo a lungo termine è la creazione di un vero e proprio corridoio ecologico e culturale sul litorale romano, che possa giungere a coinvolgere anche l’Area archeologica dei Porti di Claudio e Traiano a Fiumicino. Tra i futuri sviluppi, già previsti dalla convenzione, le parti valuteranno interventi di ripristino ambientale in aree specifiche del comprensorio archeologico. Tali interventi potranno includere la piantumazione di essenze autoctone, la rinaturazione di fossi o zone umide marginali e la creazione di micro-habitat per la fauna, incrementando così la resilienza ecologica del territorio. Durante l’evento il Centro recupero fauna selvatica della Lipu a Roma ha liberato un gheppio, un’upupa e alcune rondini, esemplari recuperati in difficoltà e curati dalla struttura stessa.






