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Gianluca Consiglio: radici, impresa e passione per la storia di Fiumicino

Via Torre Clementina, il Borgo Valadier e le nuove sfide all’aeroporto nel racconto di chi ha trasformato l’amore per la propria città in una concreta visione di sviluppo

 

di Fernanda De Nitto

 

La storia di Fiumicino si compone di tanti protagonisti che hanno scelto la città, divenuta negli anni un importante punto di riferimento turistico e ricettivo, quale luogo dove investire forze ed impegno, attraverso una spiccata intraprendenza e lungimiranza.

 

E’ questo il caso della famiglia Consiglio, la quale lega le sue origini con quelle del borgo marinaro, che nel susseguirsi delle generazioni hanno visto crescere ed evolversi da luogo prettamente dedito alla pesca e alla produzione agricola, a città con grandi prospettive di sviluppo.

 

L’evoluzione della città è andata praticamente di pari passo con le idee ed i progetti di Gianluca Consiglio, nato a Fiumicino, tra i pescatori e le infinite compagnie di bambini cresciuti con il mare nelle vene. Insieme alla sua famiglia, Gianluca e suo fratello, sono stati da sempre precursori di ciò che riguarda il territorio, che amano visceralmente e per il quale hanno investito nella valorizzazione e crescita, soprattutto del centro storico.

 

Cosa rappresenta per lei Via Torre Clementina?

“Il centro storico, nato dall’antica vita del Borgo Valadier, secondo la mia visione costituisce l’elemento fondamentale della crescita e valorizzazione urbanistica dell’intero comune. Con la mia famiglia abbiamo voluto fortemente investire nel nostro territorio e nei luoghi più rappresentativi di Fiumicino, andando a realizzare l’imponente progetto di Via Torre Clementina, in tempi in cui ancora non si era del tutto proiettati verso una visione culturale di ampie vedute commerciali e turistiche. I luoghi che oggi fanno parte del nostro essere realtà produttiva, dedita alla ristorazione, sono gli stessi che storicamente hanno fatto di Fiumicino un luogo dal profondo interesse storico, pensando ad esempio alla Torre Clementina e a tutto ciò che, prima della guerra, il borgo rappresentava”.

 

Ritiene che l’attuale urbanizzazione sia una risorsa per il centro cittadino?

“A seguito del nostro primordiale investimento devo riconoscere che negli anni si è sviluppata una sana e corretta concorrenza, soprattutto nel settore della ristorazione e dell’urbanistica ad esso annessa, conseguente alla realizzazione di grandi e medie strutture dedite proprio all’accoglienza dei clienti, che hanno portato il centro storico ad essere una grande piazza turistica. Torre Clementina ad oggi è un esempio di crescita concorrenziale, dal punto di vista ristorativo e ricettivo, della quale beneficiano tutti i clienti a livello di servizi, qualità e profondo senso estetico. In questo caso la concorrenza è il volano per fare sempre meglio”.

 

La vostra attività di famiglia negli anni come si è strutturata nel territorio?

“La nostra attività è dedita principalmente alla ristorazione, lavorando con Aeroporti di Roma dal 1997, essendo uno dei più vecchi concessionari, presenti presso il parcheggio taxi ed Ncc. Abbiamo da poco iniziato una nuova avventura presso l’Aeroporto Leonardo Da Vinci con l’apertura al Terminal 1 di un nostro locale. dove proponiamo i piatti tipici del territorio, valorizzando Fiumicino nel suo complesso, tra ricchezze culinarie e cittadine. Il nostro più grande impegno riguarda proprio l’indotto locale in quanto la quasi totalità dei nostri fornitori sono del territorio, a partire dal pescato, ad una selezione di vini locali, ad esempio, ai servizi di lavanderia e gestionali delle varie attività, e soprattutto al personale”.

 

Negli anni l’attività di Via Torre Clementina si caratterizzava, in particolare durante la stagione estiva, quale luogo di incontro e divertimento basato su un eventi culturali di musica dal vivo. Oggi a seguito di diverse vicissitudini tali eventi non possono svolgersi. Quali le sue riflessioni in merito?

“La musica dal vivo per il nostro locale era un modo importante per offrire a clienti, passanti e gente del posto, un momento di sano svago e divertimento. Un investimento personale della nostra attività che non hai mai inciso su clienti o altri partner commerciali, bensì un appuntamento annuale per la promozione territoriale. Ogni fine settimana vedere persone ballare e divertirsi ci riempiva veramente il cuore, anziani del posto, turisti, cittadini e clienti che cantavano e si divertivano con la voglia di stare semplicemente insieme. Siamo particolarmente dispiaciuti di come oggi la questione sia divenuta oggetto di diatribe burocratico amministrative che hanno portato all’interruzione totale degli eventi. Un modo di intervenire che è andato a discapito di lavoratori e cittadini. Io e la mia famiglia continuiamo però a credere che Fiumicino sia qualcosa di più prezioso e proseguiremo nel nostro impegno, proiettandoci sempre verso una prospettiva più grande per la nostra città”.

 

 

 

 

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