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Sanità: stop alla gestione politica

Zaccai: “Sit-in di protesta per una sanità sana”

Il presidente del Movimento nazionale Italia garantista e Andreoli, consigliere PdL di Novi di Modena, parteciperanno sabato 10 settembre al presidio davanti all’ospedale di Carpi insieme ad associazioni e comitati cittadini tra cui Entriamo in sintonia onlus per il rispetto dell’art. 32 della Costituzione italiana.
Per dire “basta” ad una sanità sempre più gestita dalla politica dove scarsa professionalità ed inefficienza, oltre a poche risorse finanziarie, sono alla base di clamorosi errori pagati sulla pelle dei pazienti, Pier Paolo Zaccai, presidente del Movimento nazionale Italia garantista nonché consigliere provinciale indipendente di Roma, parteciperà sabato 10 settembre al sit-in di protesta che avrà luogo alle ore 9 davanti all’ospedale Ramazzini di Carpi.
La manifestazione, cui il presidente Zaccai ha dato pieno sostegno, è stata organizzata da Tania Andreoli, consigliera del Popolo della libertà di Novi di Modena. In questa occasione la consigliera Andreoli tornerà a denunciare “la scarsa professionalità e le poche risorse finanziarie ed umane che hanno portato ad un evidente depotenziamento della struttura carpigiana, considerata fino a pochi anni fa il fiore all’occhiello della sanità locale soprattutto per i reparti di rianimazione e urologia”. A questa già drammatica situazione si aggiungerebbe l’estrema politicizzazione della sanità modenese, come dimostrano i recenti  attacchi della Cgil e del centrosinistra dopo le denunce di Andreoli e di Zaccai, presidente del Movimento, con sede a Roma ma attivo su tutto il territorio nazionale in favore della tutela  dei diritti di tutti i cittadini al di là del credo politico e religioso, senza alcuna distinzione di sesso, età e classe sociale.
Il presidente Zaccai e la consigliera Andreoli si appellano all’articolo 32 della Costituzione italiana che, tra l’altro, recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività.  Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Ed ecco le cifre relative alla spesa sanitaria della Regione Emilia Romagna al 31 dicembre 2009:
– 8,254 miliardi di euro per 1.877 euro spesa procapite al 31.12.2009.
– Attivazione della Regione Emilia Romagna del Programma per il miglioramento e la sicurezza delle cure farmacologiche;
– 2,331 miliardi di euro finanziati nel 2009 dalla Regione Emilia Romagna per la salute, di cui 1.343 euro dallo Stato con pianificazione di 537 nuovi interventi di il 65% conclusi, 12% in fase di esecuzione, 18% da aggiudicare, 15% in progettazione.
– In quali di questi è inserito il Ramazzini di Carpi?
– 39 milioni di euro al 31.12.2009 per il Progetto Sole che collega telematicamente i medici tra di loro. Non era forse meglio investire questa somma diversamente?
“I cittadini sono stanchi dei protocolli standard che sottraggono i medici ed i paramedici dalle loro responsabilità e che annullano l’identità del singolo paziente”, dichiarano con decisione la consigliera Andreoli ed il presidente Zaccai: “il signor Mario (zio della Andreoli, deceduto in circostanze da chiarire la notte tra il 15 ed il 16 agosto all’ospedale carpigiano, ndr)  è soltanto uno dei tanti che aveva il sacrosanto diritto di vivere, non di essere ucciso  con assurde cure farmacologiche da Protocollo. Basta con l’accanimento terapeutico sui pazienti senza alcuna distinzione di patologia, età, sesso e condizioni cliniche. Occorre invece dire alla gente”, concludono, “come, quando e come vengono spesi i soldi della Regione Emilia Romagna perché essere al servizio della salute significa amare la vita e rispettare la persona umana, che è sacra ed inviolabile come un tempio”.
Al sit-in hanno dato la loro adesione numerosi comitati cittadini tra cui l’associazione  Entriamo in sintonia onlus di cui è presidente Laura Vanzani.
 
 
 
 

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