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“Renatino” il poeta di Fiumicino

Le sue poesie parlano di sentimento e umanità, raccontando le persone che incontra sul proprio cammino


di Alessandra Zauli
 
Sulle pagine Facebook abbiamo scoperto Renato, poeta di strada, nato e cresciuto nel nostro territorio. Dopo aver letto le sue poesie dialettali, pregne di significato e di amore, abbiamo deciso di incontrarlo per farci raccontare cosa lo ispira, perché ama scrivere poesie in un’epoca veloce, scandita da ritmi forsennati.
 
“Era circa il 2012 quando – ci racconta Renato – alcune persone a me care, ed anche io con loro, stavamo vivendo un momento tragico. Si sa in quei momenti si riflette molto ed ho iniziato a pensare al valore delle emozioni. Ero sopraffatto dalle emozioni, pensando che anche in un momento triste comunque esistono emozioni positive e belle – sottolinea – non ci sono solo quelle negative e ho capito che pur essendo in grado di assorbire l’ondata emotiva che mi circondava, avevo il desiderio, quasi la necessità, di scrivere per tirare fuori, ciò che avevo dentro”.
 
Renato è estremamente empatico, vive tutto ciò che lo circonda con affetto, passione, sentimento e, anche se non si spiega il perché, quando entra in contatto con le persone lascia percepire la sua bontà, le sue innate doti di saper ascoltare, privo di qualsiasi forma di critica o giudizio.
 
Dopo averlo conosciuto, possiamo dire che sa arrivare al cuore delle persone, delle loro vite condividendo i sentimenti più profondi che spesso restano nasconti. Da questa onda immensa di emozioni e sensazioni inizia, a “buttare giù” qualche poesia e, nel tempo si scopre POETA.
 
Le sue poesie sono chiare, belle, parlano di sentimento e umanità, raccontando le persone che incontra sul proprio cammino, cosa gli trasmettono, con gli occhi della bellezza dell’anima che le contraddistingue.
 
“Tutti  siamo dentro di noi sia buoni che cattivi, nessuno è solo una delle due cose – puntualizza Renato – abbiamo dentro entrambi le propensioni, ma è una questione poi di scelta, ognuno sceglie quale delle due parti voglia far prevalere”.
 
Renato, attraverso le sue poesie, sa trasmettere la bellezza ed i sentimenti, inquadrando situazioni che, spesso abbiamo anche visto ma non abbiamo focalizzato in un modo così chiaro.
 
A me piace scrivere ciò che mi capita, delle persone che incontro, senza nessuna differenza che sia di razza, colore, o religione. Racconto dell’umanità che trovo sul mio cammino” conclude ‘Renatino il Poeta’ come come lo chiamano gli amici.
 
Leggere i suoi pensieri, è un arricchimento per tutti noi e questi due testi che ho voluto riportare a seguire “Cimitero Nostro” e “Dar Ciocco ar Faro”, sono un esempio per farci riflettere:
 
CIMITERO NOSTRO
Oggi, occhi lucidi e tenerezza immensa
Un’omo me dice m’aiuti?
Lui vecchio vecchio, co garbata educazione, me svela er motivo l’emozione
Me dice “c’ho mi fio qua da vent’anni tumulato e vorebbe rinnovà là andò è loculato”
Je dico che nun pò ce ne vonni trenta sò costernato.
Lui emozionatissimo me dice “Vojo esse cremato e annà co lui e nun vivrò nantro decennio. Come fò io già me ne sarò annato.”
Io, Pervaso dar dolore suo tenero, zuppo d’amore paura e malinconia e na tragedia a sua è diventata a mia.
Noi due zitti. Occhi gonfi senza soluzione, me viè da dije Amico mio resisti.
Lui me saluta dicennome “Er regalo d’oggi der mi fio è che io e te se semo visti”
 
DAR CIOCCO AR FARO
Appartengo a Fiumicino
Vado pei sessanta, ma pe tutti sò Renatino.
Dar ciocco ar faro er mare m’ariva dentro l’anima se fà amà
Appartengo alle parole dei vecchi, alle urla e le risate dei ragazzini.
A sto mare inquinato, ma uguale meraviglia che m’ha fortificato.
Fò parte de st’amici dall’asilo se conoscemo e da sempre
bene se volevo.
Tra de noi nun c’è mistero. Famo er cammino assieme.
Fino a fine ar cimitero.
Certo pure quà la politica è ‘npo zozza ma poi sti cazzi e annamo avanti. Semo gente tosta.
Chi viè a vive quà a Fiumicino è ospitato e accolto cor sorriso.
Si. Io sò de parte e sto paese pe me assomija, armeno ‘npo’, ar paradiso.
 
 
 
 

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