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Passato prossimo puntata 16: Radio Faro, Fiumicino nell’etere

Aneddoti, vicende e curiosità della storia più contemporanea del territorio di Fiumicino


di Roberto Saoncella
 
“Buongiorno cari amici radio ascoltatori, oggi è il 21 giugno 1978 e, per il primo anno di vita della nostra radio, cominciamo la giornata con il singolo che da settimane è primo in classifica in tutta Italia ‘Amarsi un pò’ di Lucio Battisti”.
 
Non è il testo ufficiale di un messaggio radiofonico ormai di quasi 50 anni fa, ma è così che mi piace immaginare quella voce, che so che si ascoltava a casa tutte le mattine, sin da quando io avevo circa due anni. È la piccola storia, quasi dimenticata, della prima emittente radiofonica di Fiumicino: Radio Faro.
 
Trasmetteva sui 96.200 Mhz, una delle prime frequenze ad essere occupate. Occupato era il termine giusto, per descrivere chi operava in quegli anni nell’etere, visto che in assenza di leggi nel settore si viveva come nel far west. La Rai perdeva a poco a poco il suo monopolio delle radio trasmissioni e ovunque sorgevano sempre più numerose, piccole e grandi emittenti.
 
Fu appunto il caso di “Radio Faro” di Aldo Abbrugiati, già editore del “Corriere di Fiumicino”. Era 1977 quando decise di fare il grande salto, dalla carta stampata alla radio.
 
“Io continuavo a seguirgli il giornale – dichiara oggi il giornalista Umberto Serenelli – Mi ricordo che gli facevo comunque ore di trasmissione e intanto Aldo andava in giro per negozi a far ascoltare la radio per farla conoscere”.
 
Anche Matteo Fasano, attuale direttore di Fiumicino Online, si dilettava in quegli anni ai microfoni, per poi diventare responsabile della radio, una volta che si era costituito un gruppetto di collaboratori che poteva cominciare ad essere autonomo. Facevano radio mentre si godevano il panorama sulla piccola Fiumicino di allora, dall’alto della cosiddetta Torre Alessandrina, sede di Radio Faro.
 
“Non c’erano molte disponibilità economiche – continuano a raccontare Umberto e Matteo – Ricordiamo che il trasmettitore lo comprammo di seconda mano. Aldo saliva sul tetto per montarlo da solo”.
 
La parabola di vita di Radio Faro, fu la stessa di molte altre emittenti. Tra questioni legali che la mancanza di una legge comportava, e tanta voglia di rischiare, si arrivò anche al tentativo di televisione, trasformando la stessa in “Tele Radio Faro”. “Facevamo una sorta di tribuna dove io e Aldo ci mettevamo difronte e commentavamo i fatti politici, di cultura e di folclore di Fiumicino. Ma lo facevamo per riempire, non avevamo trasmissioni”.
 
E dopo la crescita arrivò il declino. La concorrenza sempre più forte e pronta a fagocitare le frequenze occupate dai più piccoli, portò alla decisione di vendere la radio per alcuni milioni di vecchie lire. La comprò Paolo Spiga già editore di Radio Luna e poi Canale 10.
 
“Per chiudere – conclude Matteo – è stata una bellissima esperienza che, possiamo dire, iniziarono Aldo e Umberto con 4 dischi e un giradischi“. Un piccolo ricordo, un omaggio a quegli anni, a quei pionieri e a quello spirito di avventura, così simili nel nome, ma cosi lontano dal mondo della comunicazione di oggi.
 
 
 

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